Meglio una dignitosa solitudine a una relazione incompleta

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Abbiamo paura della solitudine, tutti noi, uomini e donne, ma non dimentichiamo che spesso non è solo necessaria, è anche terapeutica. Stare da soli significa poter pensare a noi stessi, a quello che desideriamo, a quello che sogniamo e soprattutto a quello che proviamo.
Stare da soli non significa essere tristi, significa godersi il momento, la giornata, i mesi, gli anni, rilassarsi e vivere la vita. La solitudine è dignitosa, ci allontana da rapporti incompleti, che ci fanno stare male.

Essere felici con se stessi

Non possiamo far dipendere la nostra felicità da un’altra persona, dal partner. Amare noi stessi è fondamentale affinché l’altra persona ci ami. Come pretendere che qualcun altro ci voglia bene se noi stessi non ci amiamo?
La solitudine si associa allo sviluppo spirituale, di fatto personaggi come Cristo, Buddha o Maometto hanno avuto rivelazioni cruciali in momenti di solitudine. La solitudine, inoltre, è collegata alla creatività, infatti scrittori, scienziati e filosofi l’hanno scelta come elemento fondamentale per generare nuove idee.

Attualmente i social network come Facebook, Twitter ed Instagram consentono di mantenere continuamente i contatti con le altre persone, ma sembra che questo favorisca la connessione con tutti tranne che con se stessi. L’amore verso noi stessi o pensare a noi stessi sono atti di egoismo a volte necessari.

Esiste un’idea molto radicata per cui le cose vanno fatte in compagnia. Ma cosa succede se andiamo al cinema da soli? Se restiamo a casa da soli un sabato sera? Se andiamo da soli ad una mostra? L’unica cosa che può succedere è che ci godremo il momento.

Con gli anni, la solitudine è la miglior compagnia

Siamo animali sociali, questo è assodato, ma con il passare degli anni, diminuisce sempre di più la necessità di stare continuamente con gli altri. Con l’età, abbiamo più chiari i nostri interessi e ci concentriamo su di essi, senza bisogno di provare a relazionarci tanto con altre persone.
Semplicemente, raggiungiamo un equilibrio per cui riusciamo a goderci sia la solitudine sia il tempo passato in compagnia di altre persone. La solitudine può diventare una buona compagna con cui passare il tempo. Non dimentichiamolo.
La solitudine può essere l’opportunità per sviluppare i nostri timori personali o lavorativi, per dedicarci a noi stessi dal punto di vista fisico e mentale. Non stiamo parlando di una solitudine triste, ma di una solitudine ricercata e necessaria per riconciliarci con la nostra mente e il nostro spirito.

Dire addio a una relazione incompleta

Molte volte colleghiamo la solitudine al fatto di essere single, ma qualora avessimo un partner e le cose non andassero bene, sarebbe bene riflettere a fondo sulla relazione che abbiamo con questa persona e quella che vorremmo.
Una grande dose di crudo realismo, duro, ma necessario per vedere quello che non vogliamo vedere. Una relazione in cui non stiamo bene non è sana, una relazione in cui il partner ci tratta male non è sana. Scappiamo da rapporti del genere.

Dire addio a ciò che ci fa star male è un’impresa difficile, ma di certo non uccide. Per un po’ ripenseremo ai bei momenti condivisi con l’altra persona, ma non dobbiamo dimenticare la realtà. Lasciamo che il tempo curi le nostre ferite, non dobbiamo buttarci a capofitto in un’altra storia, piuttosto dobbiamo imparare a godere della nostra stessa compagnia.
Ovviamente dopo una rottura c’è sempre il dolore, che può durare sei mesi, un anno. Magari abbiamo bisogno di piangere, di camminare sotto la pioggia, magari abbiamo bisogno di dimenticare ogni ricordo che ci riporti al passato… e allora facciamolo!

Siamo liberi, con tutto ciò che questa condizione implica. Decidiamo, facciamo, ci fermiamo, camminiamo, corriamo, sogniamo, baciamo, abbracciamo, guardiamo, guardiamo… viviamo la vita. Lasciamoci avvolgere dalla solitudine, lasciamo che diventi la nostra coperta, liberiamo i nostri pensieri, permettiamo ai nostri sentimenti di raggiungere la superficie.

Da:lamenteèunacosameravigliosa.it

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