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“Oggi siamo in questa condizione perché si è esacerbata una situazione conosciuta da anni: la sanità non è una spesa, ma una risorsa” ► Monaco (Seg. Ordine Medici)

Di Lavori in Corso

Nella prima ondata il fattore sorpresa con il quale il virus ha colpito l’Italia ha giocato in parte a favore delle responsabilità non imputabili a Governo e rappresentanti delle istituzioni. Adesso, in questo ritorno di fiamma dell’emergenza, da più voci critiche si alzano i capi di accusa nei confronti di chi aveva il compito di prepararsi all’urto con la seconda ondata.

La domanda è dunque delle più spontanee: perché ci troviamo in una situazione già vissuta nei mesi precedenti? E cosa è cambiato rispetto ai giorni di marzo, aprile, maggio? Alle sollecitazioni di Luigia Luciani e Stefano Molinari ha risposto il segretario nazionale dell’Ordine dei Medici Roberto Monaco. Ecco il suo parere a “Lavori in corso”.

“Ci sono ogni giorno sempre più nuovi casi. Ma soprattutto le terapie intensive sono ogni giorno sempre più piene. E questo ci crea grossa preoccupazione. Il compito del medico è quello di tutelare la salute di tutti i pazienti: covid e altre patologie che non sono andate in vacanza.

Perché ci troviamo così? E’ una domanda che andava fatta anche prima del covid. Oggi si è esacerbata una situazione atavica, già da anni conosciuta. E tutto questo l’abbiamo sopperito con l’incremento dei turni. Gli straordinari era all’ordine del giorno. E’ chiaro che tutto questo fa parte del nostro lavoro. La sanità non deve essere considerata una spesa, ma una risorsa del nostro Paese.

C’è una situazione più a regime rispetto a marzo/aprile. I medici di medicina generale cominceranno a fare tamponi. Il contact tracing che comincerà a funzionare nelle varie strutture. Gli ospedali dovranno controllare anche le altre patologie. Tutto questo non si potrà fare se aumentano i contagi e le terapie intensive.

Abbiamo bisogno di personale sanitario. Possono essere utilizzati giovani e specializzandi all’ultimo anno. Bisogna tutelare chi tutela”.

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