WALL STREET JOURNAL ACCUSA APERTAMENTE OBAMA DI NASCONDERE LA VERITA’ SULL’ISLAM RADICALE E DI ESSERE UN VIGLIACCO.

WASHINGTON – La strage di domenica a Orlando “contraddice i molti tentativi del presidente Barack Obama di sminuire la minaccia posta dallo Stato islamico sul territorio nazionale statunitense, e dunque non sorprende che il presidente tenti di spostare il dibattito su in terreno a lui piu’ congeniale, ad esempio il suo sdegno nei confronti di Donald Trump e i Repubblicani”.

Questo durissimo attacco a Obama arriva dalla direzione del Wall Street Journal in un editoriale non firmato, che punta l’indice contro Obama per il suo rifiuto di riconoscere con chiarezza il nome e la natura del nemico islamico fronteggiato dagli Stati Uniti.

Obama ha gia’ replicato in piu’ occasioni ad accuse simili, l’ultima due giorni fa, martedì: “Ormai da un pezzo i principali collaboratori dei miei amici dall’altra parte dell’arco parlamentare hanno trasformato la lotta all’Isis in una critica costante a questa amministrazione e al sottoscritto, per il mio rifiuto di utilizzare la locuzione ‘islam radicale’. – ha detto Obama – Sostengono che questa sia la  chiave, che non si possa battere l’Isis senza definirlo ‘Islam radicale’. Ma cosa ci frutterebbe affibbiargli questa etichetta? Cosa cambierebbe, di preciso?”.

La direzione del più grande quotidiano finanziario degli Stati Uniti e del mondo, adesso risponde direttamente al quesito posto da Obama, e in un modo che non lascia spazio a repliche, tanto è dura e circonstanziata l’accusa che gli viene rivolta.

Il Wall Street Journal scrive: “Non siamo a conoscenza di alcuna guerra condotta in passato dagli Stati Uniti contro un nemico di cui si ritenga indecoroso o controproducente pronunciare il nome. Eisenhower era solito citare il ‘Comunismo internazionale’ quale nemico degli Stati Uniti e della libertà, per il modello dittatoriale che incarnava ovunque nel mondo fosse al potere. Roosevelt nominò il Giappone e i giapponesi 15 volte nella dichiarazione di guerra seguita all’attacco di Pearl Harbour”.

In pratica, il Wall Street Journal sta dando del vigliacco e del mentitore a Obama.

“Se gli Stati Uniti sono sotto attacco – continua l’articolo in grande evidenza sulla prima pagina di oggi – i cittadini americani hanno il diritto di essere informati con sincerità dal presidente in merito all’autore dell’attacco e alle sue motivazioni. Il rifiuto del presidente Obama di parlare di ‘Islam radicale’ – prosegue l’editoriale – denota anche la sua incapacita’ di comprendere le fondamenta su cui poggia la legittimazione religiosa dello Stato islamico, e dunque l’attrattiva che esso esercita su così tanti giovani uomini islamici”.

“La minaccia rappresentata da attentati come quello di Orlando – scrive dunque il quotidiano – ha natura religiosa e ideologica, e non, come vorrebbero suggerire i democratici, amministrazione presidenziale in testa, il frutto di uno scompenso psicologico personale o di devianze di natura sociologica come l’odio o l’omofobia. Lo Stato islamico si considera l’avanguardia di un movimento religioso basato su una interpretazione letterale delle sacre scritture islamiche, che ritiene vincolante per tutti i musulmani in qualunque parte del mondo”.

“Una porzione contenuta ma significativa dei musulmani – analizza il Wall Street Journal – condivide tale interpretazione, ed e’ per questo motivo che le agenzie di intelligence occidentali devono prestare maggiore attenzione a quanto accade nelle moschee, rispetto alle sale di lettura cristiane. Il rifiuto di Obama di parlare di ‘islam radicale’ – prosegue l’editoriale che sta facendo molto rumore negli Stati Uniti – conduce a un altro fallimento di natura analitica, vale a dire la descrizione dell’attentato di Orlando come di un episodio di terrorismo domestico, quando invece non è vero”.

“La minaccia dello Stato islamico, conclude il Wall Street Journal – ha a che fare con il credo, piu’ che con la geografia, e proprio per questa ragione non ha importanza chiarire se l’Isis abbia direttamente organizzato l’attentato o si sia limitato a ispirarlo. Obama ha ragione quando sostiene che milioni di musulmani statunitensi sono patrioti, e che e’ necessario coalizzare i musulmani moderati di tutto il mondo contro lo Stato islamico. Invece il rifiuto di Obama di individuare senza ipocrisie la vera natura della minaccia islamica, non fa che rafforzare la dialettica del repubblicano Donald Trump in merito al bando dell’immigrazione dai paesi islamici”.

Ilnord.it

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