TTIP necessario per proteggere le grandi banche. Parola di Ambasciatore Usa in Italia

Il 17 maggio, Deutsche Wirtschafts Nachrichten, titolava: “Gli USA pianificano un attacco frontale alle Corti in Europa via TTIP”, e argomentava che, “l’urgenza dell’America di firmare il TTIP con l’Europa ha un motivo solido: le mega banche devono proteggersi da richieste da parte degli investitori europei che sostengono di essere stati truffati durante la crisi del debito … L’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia ha rivelato il reale motivo – probabilmente involontariamente..

In questo caso particolare, la mega banca che è stata citata in giudizio non è americana, ma tedesca, la Deutsche Bank, che l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, ha citato come esempio da difendere, forse per fare appello ai tedeschi per proteggere le loro mega banche contro azioni legali da parte di investitori esteri (come gli italiani) che si lamentano.

L’Amministrazione Obama  sembra dunque voler dire che,senza il TTIP, le mega banche in Europa (e le agenzie di rating USA S & P, Moody e Fitch) potranno essere citate in giudizio da parte degli investitori truffati, proprio come è avvenuto con le banche americane come JPMorgan / Chase e Goldman Sachs negli Stati Uniti, che – dal momento che il TTIP non  ancora in vigore, nemmeno egli Stati Uniti – sono state costrette a pagare miliardi di truffati investitori. L’argomento qui, anche se solo implicitamente, sembra essere che il TTIP è il modo per proteggere mega banche e le agenzie di rating.

Se questo è il punto dietro le dichiarazioni del’Ambasciatore statunitense in Italia, allora le sue parole parole vanno lette come un avvertimento agli europei: se il TTIP non viene firmato, anche le loro grandi banche potrebbero vedersi costrette a pagare miliardi di dollari agli investitori truffati.

Citato da Reuters, John Phillips ha dichiarato che “è molto improbabile che un caso come quello di Deutsche Bank si ripeta e venga portato fuori dai centri finanziari principali, dove i procuratori hanno la conoscenza ed esperienza giuridica in casi di frodi sui mercati” del genere.

Phillips sostiene chiaramente che le piccole procure come quella di Trani non sono abbastanza esperte da poter garantire la protezione delle grandi banche.

DWN sostiene che nel quadro del TTIP il problema probabilmente non sarebbe nemmeno sollevato davanti ad una corte, ma sarebbe semplicemente finito davanti ad un collegio arbitrale, dove gli investitori danneggiati non esercitano alcuna influenza e i diritti di questi investitori non verrebbero sicuramente protetti.

Un altro  esempio citato è quello della città tedesca di Pforzheim che ha citato in giudizio con successo, presso la Corte federale di giustizia la mega banca JPMorgan / Chase, e dove il giudice ha permesso Pforzheim di rifarsi di “danni accumulati per 57 milioni di euro.”

Sotto TTIP, una mega banca multata in questo modo potrebbe a sua volta fare causa ai contribuenti della nazione per rifarsi della perdita. Sotto TTIP, l’azienda multata potrebbe sostenere che la legge in base alla quale è stata multata viola il TTIP e costituisce una violazione di tale trattato. Se il collegio arbitrale si esprime in favore della mega banca il governo potrebbe ritrovarsi a dover pagare una multa, e, dal momento che non esiste nessuna corte d’appello per questi collegi arbitrali, queste sentenze sono definitive. Obama e altri sostenitori di questo sistema, che si chiama ISDS, Meccanismo per la risoluzione delle controversie tra investitori Stato, dicono che si tratta di un modo più efficace di trattare tali controversie. Negli affari commerciali internazionali, non solo elimina le Corti d’Appello, elimina gradualmente la democrazia, per multare il governo fino alla sottomissione definitiva a questi pannelli di tre arbitri internazionali, sempre più inclini verso le grandi aziende.

da lantidiplomatico.it

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