In Thailandia le scie vengono spacciate come utili a favorire le piogge e a contrastare la siccità.

Le Scie Chimiche Thailandesi

Mentre in Italia tutti coloro che ipotizzano l’esistenza programmi di modificazione climatica per mezzo delle scie chimiche vengono inesorabilmente etichettati come “pazzi complottisti”, in Thailandia, un paese di 514.000 km² e con una popolazione di 64 milioni di abitanti, gli operatori addetti alla semina delle nuvole si divertono come matti a riprendere le loro gesta “eroiche” in diversi video che poi mettono su Youtube.

In Thailandia, infatti, le operazioni di Weather Modification portate avanti dal governo, vengono spacciate alla popolazione come utili a favorire le piogge e a contrastare la siccità. Una propaganda simile a quella che si vuole portare avanti nei paesi Occidentali, dove le scie chimiche ci vengono vendute come utili a contrastare la bufala dell’effetto serra antropico da CO2. In Tahilandia, la massiccia attività di modificazione climatica per mezzo delle scie chimiche, si pensa che abbia provocato disastrose alluvioni. Il 27 ottobre 2011 la Reuters riferiva:

reuters

“Il primo ministro thailandese ha detto che Bangkok oggi sta combattendo contro la forza della natura, mentre il livello crescente delle inondazioni mette a rischio le dighe che proteggono la capitale, con gli abitanti in fuga all’inizio del quinto giorno di una vacanza proclamata in occasione dell’emergenza. […]

Il primo ministro Yingluck Shinawatra, in carica solo da agosto, ha detto ai giornalisti che la crisi ha raggiunto un punto critico per Bangkok.

“E’ come se stessimo combattendo contro le forze della natura, massicce inondazioni che stanno provocando danni e diverse delle nostre dighe”, ha spiegato.”

 

E adesso ecco, in presa diretta, le gesta “eroiche” dei seminatori di nuvole in una serie di video su Youtube; alcuni di essi risultano davvero spassosi con le musichette scelte per il sottofondo:

 

 

 Il video sotto pare sia stato fatto da uno studente di 14 anni per commemorare le scie chimiche thailandesi 

Una serie di articoli che spiegano la storia e le tecniche usate nelle scie chimiche thailandesi:

Siccome la maggior parte del popolo thailandese dipende dall’agricoltura, la Thailandia ha bisogno di una grande quantità di acqua per le attività agricole. Precedentemente gli agricoltori tailandesi dovevano aspettare la pioggia stagionale per la coltivazione. Come risultato, la produzione agricola in generale soffriva nei periodi di siccità, perché non c’era abbastanza pioggia durante la stagione secca. Sua Maestà il re Bhumibol Adulyadej imparò a conoscere questo problema viaggiando anche nei più remoti angoli del paese. Con lo scopo di aiutare il suo popolo, il Re si dedicò allo studio e alla ricerca di tecniche artificiali di fabbricazione delle piogge (rainmaking) e donò i suoi fondi privati per lanciare il Royal Rainmaking Project.

Il progetto si è rivelato vincente fin dal primo esperimento nel 1969. Nel 1971 il governo ha istituito l’Artificial Rainmaking Research and Development Project all’interno del Ministero dell’Agricoltura e delle Cooperative. Dal momento che la domanda di pioggia artificiale è aumentata nel corso degli anni, l’Artificial Rainmaking Research and Development Project è stato continuamente aggiornato e sviluppato.

Nel 1999 Sua Maestà Re Bhumibol scoprì una nuova tecnica per ottenere una maggiore densità delle nuvole e incrementare la quantità delle precipitazioni. Egli chiamò la nuova tecnica di semina delle nuvole col nome “Super Sandwich”. Per il beneficio delle persone coinvolte sono state scoperte e introdotte tecniche più nuove. Per l’aver inventato la tecnologia di fabbricazione delle piogge l’ingegno di Sua Maestà è stato ampiamente riconosciuto e ha reso la Thailandia il centro delle attività tropicali di fabbricazioni di piogge in questa regione. Tra i premi ricevuti da Sua Maestà c’è una medaglia d’oro con menzione per la Royal Rainmaking, conferita dalla Eureka di Bruxelles del 2001, per l’invenzione che è a beneficio del pubblico. Sono stati prodotti, per concessione reale, documenti e libri di testo sulla fabbricazione delle piogge, in conformità con le linee guida del re, al fine di servire come punto di riferimento per altre successive operazioni. Lo stesso re ha sempre dispensato consigli sulle tecniche di fabbricazione delle piogge. Dalle operazioni Reali di “rainmaking” hanno tratto ampio beneficio gli agricoltori di tutta la Thailandia, risolvendo il problema della scarsità d’acqua e aumentando la produzione agricola in misura considerevole. Sua Maestà, quindi, viene elogiato come il Padre della Royal Rainmaking.

 

Il Re Thai consente al Queensland, in Australia, l’uso della sua tecnologia di produzione artificiale delle piogge.

da Pattaya Today6

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Sua Maestà il Re Bhumibol Adulyadej giovedì ha concesso il permesso allo stato australiano del Queensland per l’uso delle sue tecniche innovative di rainmaking artificiale per combattere la siccità in corso nella regione.

Il Prof. Dr. Soottiporn Chittmittrapap, segretario generale dell’Office of the National Research Council of Thailand (NRCT), ha detto che il ministro degli esteri thailandese ha ricevuto una lettera dal premier del Queensland che cercava l’approvazione di Sua Maestà per utilizzare le tecniche artificiali di produzione della pioggia del re al fine di risolvere la siccità nello stato.

Il Dr. Soottiporn ha detto che il Queensland si coordinerà con l’NRCT e il Bureau of Royal Rainmaking and Agricultural Aviation per quanto riguarda il processo di funzionamento del programma di rainmaking artificiale. Il premier del Queensland ha dichiarato nella sua lettera che lo sviluppo del rainmaking riflette la saggezza del re thilandese, che è preziosa per la comunità mondiale, ha riferito il dottor Soottiporn.

Il re Bhumibol si dedicò allo studio e allo sviluppo delle tecniche di pioggia artificiale dal 1955, perché la pioggia è considerata cruciale per la maggioranza delle persone thailandesi, le cui vite dipendono dall’agricoltura, mentre la siccità resta un problema comune in alcune parti del paese, in particolare il Nord Est.

Dopo molti esperimenti di Sua Maestà e del team di rainmaking, le operazioni produssero un esito positivo. Il “Royal Rain” fu ufficialmente istituito dal governo thailandese nel 1974, con la formazione del “Royal Rain-Making Operation Office” sotto il Ministero dell’Agricoltura e delle Cooperative per l’anno successivo.

Il rainmaking Reale coinvolge un processo di precipitazione del vapore acqueo nell’atmosfera, che condensa in minute particelle d’acqua come nuvole di pioggia. Ulteriori precipitazioni sono provocate da un raffreddamento che causa gli acquazzoni. Il Dipartimento di Proprietà Intellettuale Thailandese ha registrato un brevetto per il Rainmaking Reale, messo a disposizione del re nel 2003. Due anni dopo, l’Ufficio Europeo dei Brevetti ha rilasciato il brevetto chiamato “Weather Modification by Royal Rainmaking Technology”, che è valido in 30 paesi europei per il sovrano Thai.

 

ROYAL DEVELOPMENT PROJECT – tecniche artificiali di fabbricazione della pioggia

Fin dall’inizio del suo regno il re Bhumibol ha fatto numerosi viaggi in tutte le parti del paese per incontrare il suo popolo e conoscere le sue condizioni di vita. Ciò portò alla creazione di progetti di sviluppo Reali per migliorare il tenore di vita del popolo thailandese, promuovere l’uso sostenibile delle risorse naturali e proteggere l’ambiente. Per esempio globalstudies™ introduce il famoso Royal Development Projects Thailandese come parte dei programmi CSR. Secondo il Royal Development Projects Board, durante gli anni 1982-2006 sono stati intrapresi 3998 progetti. Il maggior numero di questi progetti – 1383 – coinvolge le risorse idriche. Gli altri progetti riguardano l’ambiente (964), l’agricoltura (524), la promozione professionale (315), i benessere pubblico (166), le comunicazioni (111), la salute pubblica (48) e altri. In particolare, gli innovativi studi delle tecniche artificiali di produzione di pioggia di Sua Maestà il Re sui terreni agricoli e le foreste aride sono stati riconosciuti in tutto il mondo. [..]

Riconoscendo il potenziale per l’aumento delle risorse idriche del paese, Sua Maestà, quando donò i suoi fondi privati per lanciare il Royal Rainmaking Project il 14 novembre 1955, introdusse il concetto di rainmaking, cioè l’aumento della pioggia attraverso mezzi come la semina delle nuvole. Anche nel corso degli anni successivi egli dedicò gran parte del suo tempo e della sua energia a sviluppare la tecnologia di rainmaking.

Dopo aver visitato gli Stati Uniti nel 1962, Sua Maestà cominciò a studiare come le nuvole potevano essere seminate per produrre pioggia. Nel 1969 egli effettuo un test preliminare nel Parco Nazionale Khao Yai usando un Cessna 180 e del ghiaccio secco. Sempre nel 1969 Sua Maestà utilizzò due aerei intorno a Hua Hin in una varietà di condizioni atmosferiche al fine di determinare ciò che funzionava meglio.

Inizialmente egli finanziò la ricerca con i propri fondi ma nel 1970 il governo fornì ulteriori finanziamenti per il rainmaking, e nacque il Royal Rainmaking Research and Development Institute. Dalla fine degli anni ’60 furono coinvolte varie organizzazioni scientifiche del Regno, in una serie di esperimenti e programmi operativi per l’aumento delle precipitazioni attraverso la modificazione del clima. Nel 1971 iniziò un programma nazionale per la modificazione del clima ed esso fu formalizzato nel 1975, attraverso la creazione del Bureau of the Royal Rainmaking and Agriculture Aviation (BRRAA), sotto il Ministero dell’Agricoltura e delle Cooperative. Esso mantiene otto centri operativi e quattro di ricerca, con la sede a Bangkok.

Il BRRAA ha un organico di 500 persone, che è composto da ingegneri, piloti, scienziati, tecnici elettronici e degli aerei, amministratori generali e lavoratori. Esso dispone inoltre di considerevoli attrezzature e un vasto equipaggiamento, che vanta 30 aerei, tre campi di aviazione, radar meteo e altre apparecchiature scientifiche. Il bilancio annuale è di circa 20 milioni di dollari.

Secondo il signor Warawut, l’obiettivo principale dell’operazione è quello di aumentare le precipitazioni attraverso la semina delle nuvole nei più importanti bacini idrici e nelle aree agricole, dove le precipitazioni in alcuni anni non sono ottimali per la produzione delle colture. Il programma di semina delle nubi si basa su una tecnica di semina che è unica in Thailandia: la semina delle nubi calde e delle nubi fredde è un processo in sei fasi con iodio argento e ghiaccio secco esotermico, endotermico che vengono rilasciati in un tempo e in uno spazio specifico nel tentativo di produrre una combinazione di effetti dinamici e microfisici che sostengono l’aumento delle precipitazioni.

Il calendario annuale delle precipitazioni è: Febbraio-Aprile, aumento della piovosità estiva per l’agricoltura e soppressione degli incendi nelle foreste; Maggio-Ottobre, migliorare e redistribuire le precipitazioni per l’agricoltura; Settembre-Ottobre, riempire ibacini idrici . “La nostra missione attraversa tutto l’anno, anche nella stagione fredda, quando il clima è favorevole per la nostra tecnica,” ha detto Warawut.

 

Migliorare le tecniche

Mentre il fabbisogno di acqua aumenta in tutto il mondo, aumenterà anche la domanda di servizi di modificazione climatica. Dagli iniziali sforzi sperimentali nella prima parte del XX secolo, più di 50 paesi in tutto il mondo sono stati coinvolti in progetti di vario tipo per modificare il clima. Il primo tentativo scientifico registrato fu un esperimento del Professor Emory Leon Chafee alla Harvard University negli Stati Uniti, che distribuì un carico di sabbia da un aereo nel 1924, per cercare di produrre pioggia.

Un professore olandese, W. Veraart, nel 1930 gettò del ghiaccio secco all’interno delle nuvole. La sua tecnica e i risultati furono pubblicati solo in un libro in lingua olandese. In seguito, un professore americano, Henry G. Houghton, nel 1938 spruzzò una soluzione isotopica all’interno di una nebbia al fine di dissiparla. La semina delle nubi ebbe il suo inizio “ufficiale” nel 1946, quando il Dr Vincent J. Schaefer, che lavorava presso i Laboratori della General Electric a New York, fu coinvolto nella ricerca per la creazione di nuvole artificiali in una camera refrigerata.

Ai nostri giorni Australia, Cina, India, Pakistan, Russia, Stati Uniti e un certo numero di altri paesi hanno effettuato con successo progetti di aumento delle precipitazioni, ma, secondo molti esperti, il metodo thailandese è uno dei più efficaci.

Mr. Warawut ha detto che Cambogia, Indonesia, Filippine, Sri Lanka, Malesia e Oman hanno espresso interesse ad apprendere le particolari tecniche di Sua Maestà, e dalla Thailandia sono stati spediti delle squadre in alcuni di questi paesi.

“Alla Tanzania è stato dato il permesso per l’importazione della tecnologia di rainmaking dalla Thailandia. Un team di esperti ha l’obiettivo di viaggiare nelle nazioni africane inclini alla siccità per fare dimostrazioni e formare il personale”, egli ha aggiunto. […]

L’Ufficio Europeo dei brevetti nel mese di ottobre del 2005 ha rilasciato un brevetto per la modificazione del clima con l’utilizzo della tecnologia Royal Rainmaking di Sua Maestà. Il brevetto, della durata di 20 anni, è stato riconosciuto in 30 paesi europei. Successivamente, il governo thailandese ha deciso di onorare Sua Maestà il Re con il titolo di “Padre del Royal Rainmaking” fissando il 14 novembre come la “Festa del Padre del Royal Rainmaking”

 

Le Connessioni Vaticano – Thailandia 

Come avete letto sopra, il padre delle scie chimiche Thailandesi è Sua Maestà il Re Bhumibol Adulyadej, colui che fu in grado di progettare uno dei più “efficaci” sistemi di semina delle nuvole.

Sarà un caso che le relazioni tra il padre delle scie chimiche thailandesi e il Vaticano siano state sempre ottime? Il Vaticano gli ha dedicato anche un francobollo commemorativo. Un articolo di churchnewssite.com del 15 febbraio 2010 riferiva che “la Thailandia e la Santa Sede hanno relazioni da 400 anni” e “il Vaticano ha annunciato che sta emettendo due francobolli con tematiche asiatiche: uno raffigurate il pionieristico missionario gesuita Matteo Ricci e un altro per commemorare la visita del re thailandese Bhumibol Adulyadej al Beato Papa Giovanni XXIII nel 1960. Il Vaticano e la Thailandia collaboreranno sul francobollo al Re Bhumibol, ha riferito l’Osservatore Romano all’inizio di questa settimana”. Un altro articolo, tratto dal sito web dell’agenzia fides, afferma che “E’ una storia costellata da grandi eventi di grazia, episodi di amicizia, incontri cordiali, quella delle relazioni fra Santa Sede e Regno di Thailandia nel XX secolo: è quanto emerge dalla recente pubblicazione del testo ‘Thai-Vatican Relations in the Twentieth Century’, scritto da Mons. Luigi Bressan, attuale Arcivescovo di Trento ed ex Nunzio Apostolico in Tailandia, e Michael Smithies, scrittore, giornalista e accademico inglese, che ha dedicato tutta la sua vita allo studio del Sudest Asiatico. Il testo è stato pubblicato dalla Nunziatura Apostolica di Bangkok per celebrare il 60° anniversario dell’Incoronazione di Sua maestà Bhumibol Adulyadej, Re di Thailandia, ‘e intende esprimere la piena lealtà della Chiesa cattolica tailandese’, sottolinea il Card. Michai Kitbunchu, Arcivescovo di Bangkok, nel messaggio pubblicato in apertura. Le buone relazioni, notano gli autori, hanno avuto un riflesso positivo sulla vita della Chiesa cattolica in Thailandia. Il Re ha sempre riconosciuto il contributo dei missionari cattolici allo sviluppo sociale, economico e culturale del paese e ha sempre garantito libertà religiosa e pieno status legale alla Chiesa.”

 

Nel DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II A S.E. IL SIGNOR SOMBOON SANGIAMBUT, NUOVO AMBASCIATORE DI THAILANDIA PRESSO LA SANTA SEDE, del 5 novembre 1988, leggiamo: 

“È per me un grande piacere riceverla in Vaticano e accogliere le lettere credenziali che la accreditano come ambasciatore straordinario e plenipotenziario di Thailandia presso la Santa Sede. La ringrazio per i cortesi ossequi trasmessi a nome di sua maestà il re Bhumibol Adulyadej, e desidero che lei trasmetta a sua Maestà i più cordiali e amichevoli saluti da parte mia. È stato presente in modo particolare nelle mie preghiere nel recente giorno del suo sessantesimo compleanno. Mi unisco a tutto il popolo del suo Paese nella gioia per questo importante avvenimento. 

Ho notato con molta soddisfazione il suo accenno alle lunghe e cordiali relazioni tra il regno di Thailandia e la Santa Sede. Questa amicizia si fonda sul senso religioso e la ospitalità tradizionale del popolo Thai, unito all’annuncio e alla missione della Chiesa di pace e servizio a tutto il genere umano. Momenti forti di queste relazioni bilaterali sono stati certamente la visita delle loro Maestà al mio predecessore Giovanni XXIII nell’ottobre del 1960, e la mia personale visita nel suo Paese e, in particolare, alla famiglia reale, nel maggio del 1984. ” 

Da asianews: 

“Al suo arrivo in Thailandia, Giovanni Paolo II si chinò a baciare la terra, un tradizionale segno di rispetto. Un momento di grande commozione fu l’incontro con re Bhumibol Adulyadej e la regina Sirikit, il 10 maggio nel palazzo reale Chak-kri Maha Prasart. A loro il Papa disse che per lui era “un grande onore incontrarvi nella terra conosciuta da tutti come ‘la terra del sorriso’. Questa mia visita ufficiale… è anche segno della gratitudine di restituire la vostra visita al mio predecessore Papa Giovanni XXIII il 1° ottobre 1960 e la visita di Somdet Phra Ariyawongsagataya (Punnasiri), 17° Patriarca della Thailandia, che ebbe udienza con Papa Paolo VI in Vaticano”. Il 1° ottobre 1960 re Bhumibol aveva spiegato a Papa Giovanni XXIII che in Thailandia, “anche se la maggioranza della popolazione è buddista, pure gli altri hanno uguale diritto di praticare con libertà la loro fede”. E a Papa Woytila il re aggiunse che ora il Papa aveva potuto vedere di persona che “in Thailandia i fedeli cattolici sono zelanti e felici di praticare la loro fede”. Nel 2005, alla morte del Papa, il re inviò al Vaticano una lettera di condoglianze, ricordando “un grande uomo che è solido e fermo nella giustizia e nel perdono”.” 

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