Scopriamo gli effetti collaterali dannosi dell’aspirina che superano gli effetti benefici

In rete vediamo sempre più articoli affermare che 2 aspirine a settimana possono prevenire alcune  forme di cancro, in realtà si tratta di “malainformazione”, studi recenti lo smentiscono, inoltre chi si prende la briga di raccontare che l’aspirina può prevenire il cancro evita di informarvi sugli effetti collaterali di un uso continuato di questo farmaco, chi è sano non può avere di certo benefici, gli unici benefici sono per le case farmaceutiche. La prevenzione si fa con uno stile di vita sano piuttosto che con un farmaco che a lungo andare ci darà solo problemi.

Il principio attivo dell’aspirina è l’acido acetilsalicilico, una molecola ottenuta sinteticamente dall’acido salicilico, contenuto in natura nella corteccia di salice nota fin dall’antica Grecia per le sue proprietà analgesiche febbrifughe e lenitive.

L’ acido acetilsalicilico è considerato il capostipite dei FANS (antinfiammatori non steroidei) , ed il suo meccanismo d’azione è riconducibile all’inibizione delle prostaglandine 2 e 3, e di alcune citochine mediatori della flogosi (infiammazione) e della permeabilità delle membrane cellulari.

L’ acido acetilsalicilico, inoltre, è dotato in particolare di una spiccata attività antiaggregante piastrinica e per questo motivo viene utilizzato nella terapia di prevenzione di molte patologie cardiovascolari. A parte questo, esso viene impiegato soprattutto per lenire sindromi dolorose di lieve e media entità: cefalea, emicrania, nevralgie, stati febbrili, dolori muscolari, e articolari.

Uno dei motivi per cui i medici raccomandano l’assunzione di un’aspirina al giorno è la prevenzione di attacchi di cuore o di ictus. Infatti, in un’analisi combinata i ricercatori hanno scoperto che coloro che facevano uso regolare di aspirina erano il 10% più protetti dal rischio di subire un evento cardiaco degli altri, e il 20% in meno di probabilità di avere un attacco cardiaco non fatale.

 

L’assunzione di aspirina è sempre giustificabile?

Sembra di no, perché lo studio dimostra che i rischi legati all’assunzione di aspirina regolare supera i benefici.

Intanto c’è da dire che, dato che l’aspirina è un farmaco da banco, la gente è propensa a pensare che in fondo non sia pericolosa. La verità è che si tratta sempre di un farmaco con effetti collaterali anche gravi, e va assunta sempre sotto consiglio medico. L’effetto collaterale più grave, a parte un’ eventuale allergia al principio attivo, è sicuramente il forte effetto antiaggregante piastrinico che aumenta con l’assunzione a lungo termine (l’aspirina ha un effetto anti-piastrinico che dura tre giorni: per tre giorni il lavoro delle piastrine viene inibito!). Questo determina un aumento del rischio di emorragie non indifferente.

Quindi, per prima cosa, raccomandarlo per i dolori mestruali, cioè quando è già in atto un’emorragia, è inappropriato.

 

Gli ultimi studi sull’aspirina

Sono stati fatti molti studi sul principio attivo dell’aspirina, in realtà molto discordanti fra loro. C’è chi dice che previene il cancro, chi dice che previene l’infarto, anche nei soggetti sani, chi dice infine che fa male perché comporta rischi emorragici non indifferenti. Io mi limiterò a riportarvi le ricerche più recenti sull’argomento.

+ 30% probabilità di emorraggia

L’anno scorso alcuni ricercatori di Londra hanno analizzato nove studi randomizzati di uso di aspirina negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone che comprendeva più di 100.000 persone. I soggetti non avevano mai avuto ictus o insulti cardiaci; questo per determinare eventuali benefici del farmaco su persone non affette da cardiopatie. Il risultato è stato che i consumatori di aspirina, rispetto a quelli che assumevano il placebo, registravano il 30% circa in più di probabilità di soffrire di un evento grave di tipo emorragico soprattutto a livello gastrointestinale, un effetto collaterale piuttosto frequente che mette in pericolo la vita di una persona e che si manifesta in caso di uso regolare di aspirina. In più, il rischio di morte complessivo nel corso dello studio era pressoché identico tra i consumatori di aspirina e gli altri che assumevano placebo.

 

L’uso di aspirina più dannoso che utile

Per quanto riguarda invece i precedenti studi sulla capacità dell’acido acetilsalicilico di “prevenire” alcune forme di tumore, la nuova analisi non sembra aver dimostrato a tal proposito alcun beneficio. Questo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Archieves of Internal Medicine”. Il dott. Sreenivasa Seshasai del Centro Ricerche Scienze Cardiovascolari a San Giorgio, presso l’Università di Londra, ha dichiarato:

“Siamo stati in grado di dimostrare in maniera abbastanza convincente che, nelle persone sane di cuore o senza precedenti attacchi di ictus, l’uso regolare di aspirina può essere più dannoso che utile”

La ricerca dimostra inoltre che, tra gli individui che hanno subito un attacco di cuore, l’uso dell’aspirina “potrebbe” portare dei benefici , riducendo il rischio di un altro evento simile di circa il 20-30%. Lo stesso dicasi per le donne che hanno avuto un ictus causato da un coagulo di sangue.

In definitiva a chi è sano direi di andarci cauti: le terapie a base di aspirina dovrebbero essere valutate caso per e a seconda dei fattori di rischio individuali e dell’anamnesi familiare, soprattutto evitando automedicazione, e sempre sotto controllo medico.

A chi soffre di cardiopatia direi di valutare sempre i rischi collaterali, senza dimenticare che nella prevenzione delle affezioni cardiache entrano in gioco molti fattori, come una sana e bilanciata alimentazione che prevenga il rischio di obesità, regolare attività motoria, diminuzione dei livelli di stress, fumo e alcol, per tenere sotto controllo ipertensione arteriosa, diabete ecolesterolo.

Non dimentichiamo poi che il principio attivo dell’aspirina è contenuto in molti preparati da banco e negli ultimi anni il suo consumo è andato aumentando sempre più nella popolazione mondiale. Di pari passo anche i casi di emorragie da farmaci. Anche se il principio attivo dell’aspirina proviene dalla corteccia di Salice, va detto che l’assunzione di quest’ultima come avveniva anticamente tra i Greci o gli indiani d’America, non crea gli stessi effetti antiaggreganti del principio attivo sintetico. Nella pianta infatti sono contenuti dei componenti che disattivano l’effetto deleterio che ha invece l’aspirina, pur conservando gli stessi effetti antinfiammatori. Questo sta a dimostrare una volta di più quanto la Natura sia perfetta e inimitabile

 

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