Sapete quanti additivi chimici ci sono nella frutta e nella verdura?

 

Molto più di quanto pensate e immaginate pensate ed immaginate!

Per recuperare sapori veri e mangiare del “superfood”  la prima cosa da comprare è verdura fresca e frutta, ma dove?

Il nostro consiglio è di tornare dall’ortolano di fiducia se non si conosce il contadino per acquistare un prodotto locale e stagionale, senza conservanti, senza coloranti ne altri additivi chimici.  Perché? Oltre a sostenere  le piccole aziende italiane, aiutiamo la nostra salute. Mangiare cibi esotici, significa mangiare frutta e verdura che molto spesso ha fatto il giro del mondo prima di arrivare sulle nostre tavole, che quindi è stata raccolta con molto anticipo ed “aiutata” poi a mantenersi e, a  maturare a destinazione, ma non solo. Quello che sembra fresco, colorato ed invitante, molto spesso non lo è. Conoscere la persona che coltiva e raccoglie nei campi può aiutarci a conoscere il prodotto che mangiamo, che diventa sostanza nel nostro organismo. Non tutte le coltivazioni sono biologiche, e non tutte le coltivazioni biologiche sono prive di additivi, come possono esserlo la coltivazione a basso impatto ambientale, e la lotta integrata. Se non altro, in questi tipi di coltivazioni c’è la coscienza da parte del  produttore di non “avvelenare” le persone, l’ambiente, il prodotto. Le sostanze chimiche se non vengono eliminate del tutto, vengono fortemente ridotte costringendo a lavori nei campi più assidui e pesanti, più costanti.

I concimi chimici ad esempio, sono sostanze artificiali che vengono utilizzate per nutrire i terreni e favorire la crescita delle piante. Molto spesso causano invece seri problemi,  alle piante che “costringono” a crescere velocemente e a non sviluppandosi secondo natura quindi,  sono più povere di  sali minerali e oligoelementi, più deboli e più soggette all’attacco dei parassiti e a malattie. Contengono purtroppo elevate dosi di potassio e acido fosforico mentre risultano molto scarse di rame, sodio e magnesio, sostanze estremamente importanti per l’organismo. I prodotti che provengono dalle coltivazioni intensive sono la causa di carenza di minerali, vitamine e oligoelementi nell’uomo e negli animali.

Molto meglio ma purtroppo più rari i concimi organici, quelli che  derivano dagli scarti vegetali e dagli escrementi animali, nutrono e fortificano il terreno, rendendolo pronto alle coltivazioni e apportando così ai vegetali tutte le sostanze preziose all’organismo, come una volta.

Pesticidi e diserbanti vengono usati nelle superfici di grandi dimensioni coltivate da un’unica specie vegetale, dove spesso proliferano  parassiti; per eliminarli attualmente vengono utilizzate sostanze non biodegradabili, distruggendo così gli insetti nemici ma anche quelli utili. Questi prodotti rendono tossica la frutta e verdura, semplici lavaggi non bastano e sarebbe meglio consumare la frutta priva di buccia, la parte più ricca di sostanze indispensabili.

 

Additivi chimici anche nella frutta?

Si! Anche nella frutta e nella verdura possiamo trovare aggiunta di additivi chimici molto più di quanto crediamo.  Dal campo alla “bilancia” frutta e verdura di grandi realtà industriali, devono seguire una serie di passaggi e trattamenti che non immaginiamo nemmeno.

Esistono molti sistemi per l’ applicazione di prodotti chimici sulle derrate ortofrutticole a media e lunga conservazione è sicuramente il drenching  ovvero il sistema di trattamento a doccia.  Ci sono macchinari che servono a fare scorrere acqua direttamente attraverso la frutta contenuta in casse o barili. Ovviamente nell’acqua vanno diluiti una serie di prodotti chimici che servono come antiriscaldo su mele (difenilammina), come migliorativo della conservazione su mele, pere e kiwi (lecitina di soia), come anticalo peso e migliorativo della conservazione delle ciliegie (esteri di zuccheri), per la ceratura e protezione delle,mele,  pere, arance ecc(cera).  Ma questi prodotti si possono usare anche con altri procedimenti come trattamento per immersione che (come dice la parola) prevede l’immersione, in acqua e prodotto debitamente diluito, del contenitore pieno di frutta da trattare.

Poi esiste ancora un altro metodo AEROSOL o termonebulizzazione che è una tecnica che permette il trattamento dei frutti e degli ortaggi direttamente nel locale di stoccaggio o cella di conservazione. Indipendentemente dalla temperatura, viene generata una nebbia molto fine che trasporta la o le sostanze attive da applicare. Ai prodotti chimici già elencati si aggiunge: l’antimarcio e fungicida su mele, pere e uva da tavola (pyrimethanil), come antigermogliante su patata (CIPC),  e il nuovo antigermogliante naturale per patate, cipolle, aglio e bulbi da fiore(Olio di Menta) Sono prodotti destinati a valorizzare l’estetica del raccolto. Non dimentichiamo poi le sostanze specifiche per lavaggio di frutta e ortaggi.

Spesso, mele, agrumi e altri frutti vengono trattati con surfactanti a base di cere per dare alla buccia non solo maggiore lucidità ma anche maggiore resistenza agli insetti. Sono diciamo, normali operazioni compiute da aziende intermediarie,  dai consorzi che raccolgono la frutta dai contadini, la selezionano e la preparano per la vendita al dettaglio. Quindi ancora una volta raccomandiamo di non mangiare la frutta con la buccia o di sceglierla biologica, non trattata. E’ anche bene scegliere con la stessa cautela limoni, mandarini, arance se vogliamo usare le bucce, per dolci, guarnizioni o altro.

Fonte: cibimbo.com

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