Il Salento ha già detto No alle trivelle con una catena umana di 10 Km

LA CATENA UMANA PER DIRE NO ALLE TRIVELLE IN MARE

Il Salento lo scorso agosto ha già detto No alle trivelle in mare con una manifestazione che ha coinvolto anche i tanti turisti presenti nelle spiagge del basso Salento: i manifestanti si sono dati appuntamento nei pressi dell’Ufficio Iat di Pescoluse dove è stata presentata ai turisti e ai locali la manifestazione e spiegati i motivi di

«L’azione dei sindaci mobilitati per difendere il nostro mare – ha dichiarato Marcello Seclì, presidente di Italia Nostra – a prescindere dal colore politico ha l’obiettivo di sollecitare la consultazione referendaria per chiedere l’abrogazione degli articoli 35 e 38 del decreto “Sblocca Italia”, relativi alle prospezioni in mare. Puntiamo sempre al dialogo e mai allo scontro convinti che solo con il confronto pacifico si possano ottenere risultati. Utilissimo e sempre crescente anche l’appoggio di cittadini e associazioni che si stanno mobilitando insieme a noi».

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«Attraverso la protesta cerchiamo di tenere alta l’attenzione su questo tema che ci riguarda direttamente ma che dovrebbe coinvolgere tutti indistintamente, perché trivelle posizionate davanti alle coste degli altri Paesi che si affacciano sull’Adriatico e sullo Ionio rappresenterebbero un danno anche per il nostro mare. I sindaci dei 97 Comuni della provincia di Lecce, compatti, hanno firmato il patto dei sindaci aderendo ad un modello di sviluppo energetico innovativo, accettare le trivellazioni, la ricerca e la coltivazione di materiali fossili significherebbe tornare al passato. Con la nostra protesta di luglio e lo sciopero della fame siamo riusciti a far arrivare sui tavoli regionali la questione e a far assumere un impegno serio da parte di Emiliano, perciò continuiamo con la battaglia per ricordare a tutti che il problema esiste ancora».

Pur non essendo presenti alla manifestazione hanno manifestato adesione il Comitato No Trivelle del Capo di Leuca, i parlamentari Dario Stefàno, Francesco Bruni e Salvatore Capone, gli assessori regionali Loredana Capone, Totò Negro e Sebastiano Leo, il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il presidente del Movimento Regione Salento Paolo Pagliaro, lo stesso presidente della Regione Michele Emiliano, la diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, il regista Edoardo Winspeare. «Quella contro le trivelle – ha spiegato Palese – è una vecchia battaglia della Puglia. La catena umana è l’emblema di tutta la battaglia, un messaggio forte che parte dalla periferia per giungere al centro. Questi sono tra i luoghi più belli del pianeta e abbiamo il sacrosanto diritto e dovere di tutelarli». «Difendere questo mare – ha dichiarato Danilo Casto, batterista dei Negramaro – rappresenta un dovere sociale di ogni cittadino. È importante riflettere su come l’essere umano deve assumersi le responsabilità del tempo che vive. Dobbiamo difendere l’ambiente che erediteranno i nostri figli».

Dopo la conferenza stampa i politici si sono trasferiti lungo la spiaggia e partendo da Pescoluse, fino ad arrivare a Torre Pali e tornando indietro fino alla spiaggia di Leuca, passando per Torre Vado, San Gregorio e Felloniche, hanno creato, insieme ai tanti turisti in spiaggia, incuriositi dal movimento che nel frattempo si era creato, una lunghissima catena lunga oltre 10 chilometri.

 

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