Politici: vitalizi folli, quanto ci costeranno fino al 2060?

Torniamo a parlare dei vitalizi dei politici. Non è una novità, ma i privilegi della casta non cessano mai di stupire e indignare.

Si tratta di circa 1.500 gli unti dal Signore: coloro che hanno fatto parte della Camera, del Senato o di un Consiglio regionale, tutte cariche elettive che ti fanno entrare nella magica zona dei “diritti acquisiti”, gli intoccabili vitalizi dei politici.

Ultimamente, però, ci son stati guai anche in Paradiso: la disciplina è stata modificata e adesso anche le pensioni degli ex politici vengono calcolate su base contributiva, in altre parole proporzionate ai contributi versati, così come avviene per ogni altro schiavo (perché, si sa, se sei un dipendente sei schiavo per definizione… e se sei un autonomo\partita Iva sei schiavo dello Stato…).

 

I vitalizi pre-2012 restano invariati e ce li terremo fino al 2060

Ma attenzione: le nuove norme valgono per gli eletti post 2012, mentre per tutti gli altri le pensioni d’oro da ex parlamentari o ex consiglieri regionali restano invariate.

Ce li porteremo sul groppone, secondo una stima del sito lavoce.info, fino al 2060 circa (i politici, si sa, campano molto a lungo, al contrario di chi fa l’equilibrista sulle impalcature o si spacca in catena di montaggio…).

 

I 1.500 ex politici, a fronte di 48 milioni di euro versati in contributi, ci costano miliardi. Circa 2,3 da qui al 2060

Ok, spariamo la cifra della vergogna: nel 2015 la spesa previdenziale per gli ex politici è stata di 200 milioni di euro, a fronte di contributi pari a 48 milioni. Un divario che andrà a espandersi sempre di più, soldi immeritati che gravano sulle spalle di tutti noi comuni mortali, che vedremo le pensioni non prima dei 70 anni (se siamo quarantenni) o non prima dei 75 anni (se siamo trentenni).

Se imponessimo il sistema contributivo a tutti gli ex politici che percepiscono vitalizi, da qui al 2060 risparmieremmo 2,3 miliardi di euro.

Un fardello che graverà su di noi, sui nostri figli e sui nostri nipoti.

Una follia a cui si potrebbe porre rimedio, in considerazione del fatto che non esiste un diritto alla cristallizzazione legislativa: se motivate razionalmente, modifiche retroattive per sanare la situazione attuale sarebbero possibili. Ma il governo Renzi sembra più intenzionato a dare 80 euro ai pensionati che percepiscono pensioni minime, in vista del decisivo referendum costituzionale di ottobre: di tagliare le pensioni d’oro, come prometteva il Renzi del tempo delle primarie, non se ne parla proprio.

da http://www.newspedia.it/

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