Perchè il Debito Pubblico è Illegittimo, Quindi Detestabile

Tratto da Un Mondo Impossibile

“Basta avere il coraggio di schierarsi dalla parte del proprio popolo e l’onestà di rifiutare i lauti guadagni – per ristretti e ben determinati gruppi di persone – promessi dai potentati economici per cominciare un circolo virtuoso mirato al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione nel suo insieme, abbandonando la triste logica del profitto ad ogni costo perseguita dall’Occidente a spese dei popoli di tutto il resto del mondo”. Rafael Correa

di Mondart

Il concetto di Debito Detestabile è un precedente giuridico importantissimo, in quanto legalmente usato dagli USA nel 1898, al momento del conflitto ispano-cubano che portò all’annessione di Cuba, per rifiutare di pagare il debito pubblico contratto da Cuba col regime coloniale Spagnolo.

“Detestare” il debito e rifiutarsi di sottostare al cappio fraudolento del suo pagamento è quindi cosa fattibile e del tutto lecita, una volta dimostrata la completa illegittimità di un Debito di cui i cittadini non sono responsabili: il Diritto Internazionale offre diversi strumenti a tal fine, uno dei quali è appunto la nozione di debito detestabile. Debito Pubblico che è dunque possibile dichiarare “detestabile” se esistono le condizioni atte a soddisfare i tre requisiti giuridici di seguito esposti …


Tre prerequisiti sono necessari per poter definire un debito“detestabile”:

1. Il governo del Paese deve aver conseguito il prestito senza che i cittadini ne fossero consapevoli e senza il loro consenso.

2. I prestiti devono essere statiutilizzati per attività che non hanno portato benefici alla cittadinanzanel suo complesso.

3. I creditori devono essere al corrente della situazione, e disinteressarsene.

Proprio l’America dunque – la stessa America che oggi tramite il FMI ed il suo sistema bancario privato strangola l’Occidente intero ed ogni altra Nazione che entri (volente o nolente) nel suo raggio d’ influenza tramite un perverso sistema militar-bancario di cui le élites nazionali sono complici, mentre la sola popolazione è succube – ci mostra involontariamente la via d’uscita più logica: “detestare” il debito e rifiutarsi di rifonderlo, in quanto illegittimo.

Ora, questo è un pleonasmo per chi ha già compreso a fondo il sistema monetario occidentale ed il suo impiego come “arma militare interna” usata contro la popolazione stessa: non si tratterebbe quindi nemmeno di andar tanto per il sottile con ulteriori motivazioni giuridiche di quella che non solo è già una frode bella e buona in partenza, ma si trasforma poi in uno strumento atto a sottomettere la popolazione internamente agli Stati che adottano scientemente lo scellerato sistema economico basato sulla “Moneta a Debito” … e non si tratta di “errori”, come spesso si sente dire anche sul web; non si tratta di “crisi” di un sistema, ma del suo perfetto funzionamento, in quanto proprio a questo si voleva arrivare: la totale deprivazione di ogni sovranità popolare (e non solo l’ impoverimento sociale, che è solo la prima necessaria fase dell’intero processo di sottrazione della sovranità nazionale in toto).

 

Un espediente già usato nel Rinascimento dai Banchieri Europei e dall’allora èlite mercantile per sottrarre il potere temporale di Papi e Principi (processo che porterà all’avvento delle Signorie Rinascimentali, molte delle quali rette proprio dai bancari medesimi), e oggi rispolverato per sottrarre potere alle democrazie occidentali a favore di uno 

“Stato Finanziario” che, sostituendosi in tutto e per tutto alle singole Nazioni, costituisce il vero Super-Stato dietro l’apparenza. Un super stato dotato di super poteri, in quanto si avvale di meccanismi economici e giuridici sovranazionali e intoccabili, meccanismi che si è stabilito (sottolineo: stabilito, non “voluto nell’alto dei cieli”) siano “svincolati, superiori e intoccabili” rispetto alle normative nazionali.

Così, mentre da una parte l’economia è gestita da fantasmi che si trincerano dietro il dogma del liberismo, con i relativi strumenti di accentramento e moltiplicazione della ricchezza parassitaria quali la leva finanziaria-bancaria, la speculazione, le borse, i paradisi fiscali ecc, dall’altra contestualmente succede che il potere reale è man-mano sottratto ai singoli stati per confluire in organismi sovranazionali attraverso i quali gli stessi fantasmi finanziari gestiscono a piacimento anche il potere legislativo (tramite la formulazione di “Trattati” che scavalcano il diritto e le Costituzioni interne), il potere esecutivo(attraverso la Nato, l’Onu, il Wto,Fmi, ecc, ormai liberi di fare il cazzo che gli pare, e la cui funzione si è trasformata da “deliberativa e bilanciatrice” a impositiva delle peggiori nefandezze ed ingiustizie), el’Intelligence (attraverso l’azione congiunta di mafie, massonerie, ecc.).
Un Super-Stato che non solo non adotta per sé quella distinzione dei poteri che abbiamo visto in questo post essere il “primo bilanciere” di un sistema nazionale, che non solo al contrario li accentra sempre più in poche mani, ma che ha anche inglobato completamente ogni media ufficiale, ultima chance di controllo del cittadino.

Un “Super-Stato”, non visibile e non dichiarato, che opera con mezzi altrettanto invisibili e non dichiarati, la cui ovvia funzione è quella di ribaltare una ristretta classe di ricchi, plutocrazia, in un empireo esterno, una sorta di secondo mondo intoccabile ed inavvicinabile dalla popolazione, che resta relegata nel mondo “reale” a fungere solo da vacca da mungere.

Ora, il quid del problema è non tanto “come si potrebbe fare tecnicamente ad uscire da questo cappio del debito” (cosa fattibilissima e neanche catastrofica anche se si scegliesse la via del default e l’uscita dall’ Eurozona. In fondo, a rimetterci sarebbero proprio quasi solo gli speculatori finanziari, mentre la produzione vera si riprenderebbe immediatamente, una volta liberatasi dei vampiri che la succhiano). Il problema vero è chi potrebbe farsi carico di tale iniziativa, visto che finanza e politica sono solidali in tale disegno che, ben lungi dall’essere un disegno economico, è la progettazione politica in piena regola di uno “Stato Nascente”?

Nessuno, temo, anche perché al popolo, quand’anche divenisse consapevole e capace di imporsi, non sarà lasciata alcuna chance operativa. Più facile invece che sia, a tempo debito, l’élite stessa a distruggere questo sistema per sostituirlo con altro, cosa che potrebbe avvenire solo quando non più conveniente, o controproducente. Per assurdo: 1000 super-ricchi in un’economia morta a chi vuoi che interessino? A questo punto sarebbe nell’interesse stesso del sistema autodistruggersi.

Proprio per questo hanno fatto funzionare il Capitalismo in questo modo: in modo che provochi crisi cicliche, che portino alla distruzione ed alla successiva ricostruzione dello stesso schema. E’ la fenice che rinasce dalle sue ceneri.

E adesso immagina:

l’economia deve per forza funzionare così? Ma nemmeno per idea, parbleu! Funziona così perché è basata su due balle colossali, due meccanismi i quali sono stati scientemente “privatizzati”, facendoli funzionare al contrario di come dovrebbero:

1) Il “Capitalismo” stesso, imputato spesso come il peggiore dei mali, potrebbe conferire e accentrare ben poco potere in un sistema di mercato veramente libero (e non monopolizzato e variamente stravolto all’ inverosimile come l’attuale) e, come giustamente fa notare Kleeves in un suo illuminante articolo, non potrebbe andare oltre la dimensione dell’azienda a conduzione familiari, favorendo occupazione diffusa, distribuzione capillare, ricchezza distribuita.

2) Nemmeno il sistema della creazione di moneta dal nulla (Fiat Money) è in se deleterio, anzi … pensate se a controllarlo fosse lo Stato invece che dei privati … avremmo che lo Stato potrebbe liberamente usare tale strumento per estrarre tutta la ricchezza possibile dalla propria popolazione. Altro che crisi, altro che povertà. Dire che lo stato non può creare ricchezza per la popolazione equivale a dire che una macchina non può muoversi per mancanza di direzioni …! Un’ assurdità, che però hanno fatto entrare capillarmente nel nostro modo di pensare.

Una moneta emessa dallo Stato in modo completamente libero e svincolato da valore intrinseco sarebbe un puro mezzo di sviluppo, che estrarrebbe tutta la ricchezza producibile dalla popolazione; favorirebbe gli scambi, l’iniziativa. L’autodeterminazione in una parola. Ed è proprio quanto “non vuolsi colà dove si puote.”


Diritto naturale alla casa e ad un reddito minimo garantito sarebbero cose ovvie e naturali, e nessun debito pubblico, in quanto lo Stato sarebbe al tempo stesso debitore e creditore di se stesso; quindi parità di bilancio automatica.

Dice: “Ma così si provocherebbe automaticamente un’ inflazione spaventosa” … BALLE!!!! La massa monetaria circolante verrebbe garantita e coperta proprio dalla produzione di ricchezza; ricchezza che resterebbe dentro lo stato medesimo e non, come succede oggi, travasata a pochi privati tramite l’imbroglio della moneta debito. Quello è il problema, ossia la proprietà privata (abusiva) di una pura funzione, un puro mezzo di scambio, un semplice accordo che avviene e dovrebbe legittimamente restare tra i soli contraenti, ossia la popolazione, senza interposizione di terzi approfittatori. Mentre quel che succede oggi è che tale “mera funzione” viene prestata a quelli che sono già i legittimi proprietari, e si ha la spudorata faccia tosta di esigere su tale prestito (fasullo) un interesse (senza dire dell’ulteriore “bolla” speculativa finanziaria – il soldo che genera soldo – che viene caricata sul groppone della popolazione attraverso il moltiplicarsi in vario modo della stessa frode di base, indebitandola ulteriormente).

Insomma, il meccanismo sarebbe sempre quello, solo che, invertendo i poli, si invertirebbe anche la corrente della ricchezza. E mentre la moneta in mano ai privati genera un gioco infinito di speculazione, in mano allo Stato genererebbe ricchezza reale. E uno Stato minimamente onesto metterebbe immediatamente fuori legge ogni meccanismo speculativo, borsistico, ecc … guarda un po’, proprio quello che avviene nella finanza islamica dei paesi cosiddetti “canaglia”!

Impadronirsi della moneta è stato pari, che ne so, ad impadronirsi dell’idea stessa di “ruota” o di “fuoco” … per poi prestarla a interesse alla gente. Una furbata che solo una popolazione completamente rimbecillita può ancora tollerare.

Una furbata intollerabile già nella mitologia greca classica, che col mito di Prometeo ridona il fuoco (appannaggio degli Dei ) all’Umanità intera.

Articolo pubblicato sul blog (non più attivo) Mondart
via Oltre la Coltre

Per vedere l’andamento in tempo reale del debito pubblico e degli interessi pagati con aggiornamento continuo :
Click quì
Le due voci che seguono sono aggiornate al 28 novembre 2015 h.17,45, confrontatele con quelle del momento che leggete vi renderete conto come aumentino inesorabilmente tutte e due,il debito è IRRESTITUIBILE !!
€ 2.279.986.153.313 debito pubblico italiano
€ 111.894.116 soldi spesi in interessi sul debito pubblico oggi
Edizione russa dei Protocolli del
1912. Certamente il “Pentacolo
Satanico” non può mancare …

La spiegazione per pura “coincidenza” la troviamo in un “falso storico” del 1903 ne I Protocolli dei Savi Anziani di Sion, ovviamente se gestisci il debito degli altri gestisci anche le dichiarazioni di falso o di vero e ne abbiamo o meglio ne subiamo degli esempi ben più gravi :

« Un prestito è un attestato emesso dal governo, che lo impegna a pagare una percentuale della somma totale del denaro preso in prestito. Se un prestito è al 5%, in 20 anni il governo avrà inutilmente pagato una somma pari a quella ricevuta, per coprire gli interessi. In 40 anni avrà pagato il doppio, e in 60 il triplo della somma, senza comunque estinguere il debito » (Protocolli p. 77)

Il problema è che ci vorrebbe qualcuno, nello specifico un primo ministro ed un presidente della repubblica “con le palle” sostenuti da tutta la popolazione, che prendesse la decisione, questione complicata come abbiamo già visto, in altri articoli, quattro presidenti americani sono stati uccisi per questioni molto simili, andare contro i Banksters e le Banche centrali. In casa nostra Aldo Moro ha fatto una brutta fine, penso per una somma di ammonimenti, come per gli altri, tra cui aver fatto stampare le famose 500 lire da … la BANCA NAZIONALE DELL’AGRICOLTURA e dalla BNL, guarda il caso subito dopo ci fù l’ATTENTATO di PIAZZA FONTANA a Milano e nello stesso giorno una BOMBA nel sottopassaggio della Banca Nazionale del Lavoro a Roma, con alcuni feriti che però passò quasi inosservato causa la STRAGE.Che il debito pubblico fosse illegittimo è sempre stato palese, interessante nel contesto capire come e perchè si è creato il debito pubblico.
Ma estrapolando i fatti e aggiungendo un altro paio di attentati minori, uno all’Altare della Patria a Roma ed uno alla Banca Commerciale in piazza della Scala a Milano che non esplose si attua un depistaggio e non si arriva a capire l’avvertimento ….

Quì si vede che il debito pubblico italiano è in maggior parte costituito da interessi di interessi, il 50%, il cosiddetto Anatocismo.

Quando è stato accumulato il debito ? Nei vari anni, ma quello che è importante sapere che la spesa per interessi stranamente ha cominciato ad esplodere nei primi anni ’80 quando guarda caso :
Era il 16 giugno del 1981 ed alla Banca d’Italia si era insediata una commissione di studio presieduta di Paolo Baffi, direttore generale di BANKITALIA alla quale era intervenuto un “professorino” portato avanti come molto stimato dai Rothschild.
Quel “professorino” era proprio Mario Monti che già respirava solamente l’aria viziata e l’odore sgradevole della banche e della finanza più agguerrita……

In conclusione di quella giornata di lavoro e di discussioni abbastanza animate, spinta dalla aureola fornita dai Rothschild, la Commissione deliberò di adottare lo schema fornito dal giovanotto il quale aveva proposto per risolvere il problema affrontato con l’emissione di “titoli di Stato a lunga scadenza, con aste quindicinali e mensili, in modo che, egli disse, il rendimento cedolare fosse fissato dal mercato con scadenza tra i 5 ed i 7 anni …

Dopo il 1981, data del divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro, il debito pubblico passa dal 60% al 120%, nel 1993, e la spesa per interessi esplode subito dopo il divorzio TESORO – BANKITALIA e passa dal 4% ALL’8% del PIL in meno di 4 anni (1981-84).
Nel 1985 Pertini toglie il controllo dello Stato alle Banche, è la fine ..
Giusto per dovere di informazione :

Mario Monti era stato il principale collaboratore di Cirino Pomicino quando era ministro del Bilancio, tra il 1989 ed il 1992, PROPRIO QUANDO IL DEBITO PUBBLICO SCHIZZAVA ALLE STELLE ED ANCORA OGGI NE PAGHIAMO LE CONSEGUENZE E MONTI E’ RIUSCITO A FARE SCHIZZARE LO STESSO DEBITO PUBBLICO OLTRE IL TETTO DEI 2014 MILIARDI !!!

E quì arriviamo al contesto dove viene attuato e utilizzato il debito pubblico da parte dei Banksters :
Perdita di sovranità (da non confondere con quella equa e solidale al mercato comune europeo, così chiamo io l’E.U., quello che cioè era in origine o doveva essere): “….ma si trasforma poi in uno strumento atto a sottomettere la popolazione internamente agli Stati che adottano SCIENTEMENTE lo scellerato sistema economico basato sulla “Moneta a Debito” … e non si tratta di “errori”, come spesso si sente dire; non si tratta di “crisi” di un sistema, ma del suo perfetto funzionamento, in quanto proprio a questo si voleva arrivare: la totale deprivazione di OGNI sovranità popolare (e non solo l’ impoverimento sociale, che è solo la prima necessaria fase dell’ intero processo di sottrazione della sovranità nazionale in toto)…”
Economia/denaro:”…. dall’ altra parte contestualmente succede che il potere reale è man-mano sottratto ai singoli stati per confluire in organismi sovranazionali, attraverso i quali gli stessi fantasmi finanziari gestiscono a loro piacimento anche il potere legislativo (tramite la formulazione di “Trattati” che scavalcano il diritto e le Costituzioni interne), il potere esecutivo (attraverso la NATO, l’ONU, il WTO, FMI, ecc, ormai liberi di fare il cazzo che gli pare, e la cui funzione si è trasformata da “deliberativa e bilanciatrice” a quella solo “impositiva” delle peggiori nefandezze ed ingiustizie), e l’Intelligence (attraverso l’ azione congiunta di mafie, massonerie, ecc.) ….”
La moneta: “…Una moneta emessa dallo Stato in modo completamente libero e svincolato da valore intrinseco sarebbe un “puro mezzo di sviluppo”, che estrarrebbe TUTTA la ricchezza che la popolazione sarebbe in grado di produrre, favorirebbe gli scambi, l’ iniziativa, l’ autodeterminazione in una parola … ed è proprio quanto “NON vuolsi colà dove si puote” ….”…

VI CHIEDO DI VALUTARE E SE IL CASO DI FIRMARE LA PETIZIONE a: presidente della repubblica, primo ministro, parlamento.

Qualcuno fà notare che :

I truffatori vanno colpiti con gli stessi loro strumenti, chi compie una azione deve aspettarsi una reazione eguale e contraria dalla parte che la ha subita, esistono tutti gli strumenti giuridici per fare questo e sono:
Nuova banca centrale.
Separazione tra banca d’affari e banche di credito.
Rendere irredibimile il debito Pubblico (rendita).
Salvare il sistema assicurativo che investe le riserve in titoli pubblici.
Assicurare il rimborso ai risparmiatori italiani
Controllare la liquidità sostituendo gradualmente la moneta emessa dallo stato in cambio di titoli verso il sistema bancario nazionale dopo la separazione tre banca d’affari e banca di credito.
I debiti della banca d’italia sono debiti suoi e non dello stato, quelli delle banche universali con la BCE sono debiti degli istituti non dello stato.
Ragionate come sarebbe facile operare se si ha la voglia di farlo.
Il debito detestabile non esiste, è un sogno non pagare il debito, ogni debito ha l’altra faccia rappresentata dal credito. Chi ha il credito si preoccupa di riscuoterlo, chi ha il debito, sa che, se non paga, il creditore non sarà contento. Così inquadrato il problema vediamo di rendere il debito possibile non detestabile. Un debito possibile non deve strozzare il debitore, il tasso d’interesse è fondamentale, poi deve prevedere che il suo rimborso non leda la capacità del debitore di poterlo rimborsare, tra il debito possibile ed il debito detestabile (come lo strozzinaggio) ci sono molti modi di inquadrare il problema. Prima del 1914 c’erano le rendite, chi dava i soldi non otteneva il diritto di vederseli restituiti, ma solo quello di ricevere una rendita pari al tasso d’interesse nominale della rendita. esempio il tasso di interesse del 3% faceva si che la rendita da riscuotere fosse di tre lire ogni cento di capitale.

Per detestare il debito occorre usare la legge fallimentare.
Obbligare le banche universali a separare la loro attività globale :
banca d’affari e banche di credito.
Concentrare in banche di credito depositi clienti.
Lasciare debiti verso bce a carico banca d’affari e alle stesse responsabilità per le operazioni verso i clienti prima della suddivisione.
Controllare le attività bancarie e modificare le leggi sui tassi di usura con effetto retroattivo, cioè prima che fosse approvata la modifica.
Entrare nel conflitto d’interessi tra banca gestrice e risparmiatori nelle gestione patrimoniale dei risparmi.
Emettere una legge retroattiva che le ipoteche sui mutui non possano superare l’importo delle somme non riscosse. e rimettere in bonus chi ha avuto danni per la vecchia gestione.
In sostanza ogni volta che qualcuno fa causa ad una banca puoi chiedere alla stessa il ristorno di quanto pagato in più.

Fonti   ScenariEconomici.com profumo di donnaFocus.itmeetup.com

 

Lo strumento giuridico del Debito Detestabile   di Salvatore Tamburro

In questo saggio, tutto quello che c’è da sapere sul passato, sul presente e sul possibile futuro della nostra Nazione.
Tutto porta a ritenere che il debito pubblico italiano sia in termini giuridici un debito detestabile”, contratto per i propri interessi da una classe politica in combutta con banchieri, finanzieri e speculatori. È questa classe politica che deve rispondere del debito accumulato, non il Popolo Italiano.
Decenni di politiche liberiste, speculazioni finanziarie, feroci privatizzazioni (a tutto vantaggio delle grandi concentrazioni di capitale)tagli della spesa pubblica a danno dei cittadini, hanno condotto molti Stati dell’euro zona a richiedere sempre maggiori prestiti e, di conseguenza, hanno portato il debito pubblico a raggiungere livelli sempre più elevati.

Sembra esistere, però, un rimedio al pagamento del debito pubblico che, nella giurisprudenza internazionale, viene definito col nome di “debito detestabile”.

Il concetto di “debito detestabile“, chiamato anche “debito odioso”, nasce all’interno di una dottrina giuridica secondo la quale il pagamento del debito pubblico da parte della collettività e del governo in carica può essere ritenuto ingiusto se le motivazioni addotte hanno un reale fondamento.Questo saggio affronta il concetto di debito pubblico, con particolare riferimento al debito pubblico italiano, per poi entrare nel vivo della dottrina sul debito “detestabile” ed i suoi relativi casi di applicazione,verificatosi in epoche disparate ed in diverse parti del mondo.

 
Intervista di Francesco Pompilio del 19/04/2013. Ecoradio intervista 
l’economista Salvatore Tamburro che presenta il suo libro 
“ADDIO AL DEBITO – Lo strumento giuridico del debito detestabile” 
 

Debito Odioso


Per debito odioso (conosciuto anche come debito detestabile) si intende quella teoria di diritto internazionale riguardante la successione tra Stati nel debito pubblico. Con esso ci si riferisce al debito nazionale assunto per perseguire interessi diversi da quelli nazionali nella piena consapevolezza dei creditori e nell’incoscienza dei cittadini.

Origine

L’origine della teoria viene ricondotta al “regolamento del debito nazionale” emanato nel 1883 in Messico con il fine di non riconoscere il debito contratto dall’imperatore Massimiliano I del Messico. Nel regolamento si sosteneva:

“noi non possiamo riconoscere e di conseguenza non può essere convertito, il debito contratto dal governo che sosteneva di essere esistito in Messico tra il 17 dicembre 1857 e il 24 dicembre 1860 e dal primo giugno 1863 al 21 giugno 1867”.

Nel 1898 con la ratifica del trattato di Parigi, dopo la vittoria nella guerra ispano-americana, gli Stati Uniti non riconobbero il debito contratto da Cuba nei confronti della Spagna costituendo, probabilmente, uno dei primi casi di applicazione della teoria del debito odioso. Gli Stati Uniti sostennero: che il debito non era stato assunto per perseguire il benessere del popolo cubano in quanto i fondi venivano usati per reprimere l’opposizione e per incorporare Santo Domingo nei domini spagnoli; che Cuba non aveva consentito il debito; che i creditori erano a conoscenza di come venivano impiegati i fondi prestati. Dall’altra parte la Spagna sostenne la teoria della successione tra Stati, per la quale il debito pubblico viene trasmesso automaticamente al nuovo Stato.

Anche l’Urss, nel 1918, ripudiò i debiti contratti dal previgente governo zarista. Il concetto fu poi formalizzato dal giurista di origini russe Alexander Nahun Sack, già ministro dello Zar Nicola II e poi professore di diritto a Parigi. Nel libro Les effets des transformations des états sur leurs dettes publiques et autres obligations financièrs. Traité juridique et financier pubblicato nel 1927, Sack sostiene:

“Se un governo dispotico incorre in un debito non per bisogni o per interessi dello Stato, ma per rafforzare il regime dispotico, per reprimere la lotta della popolazione contraria al regime stesso, tale debito è odioso per la popolazione dell’intero Stato. Questo debito non è un’obbligazione per la nazione: è un debito del regime che lo ha contratto, è un debito personale del potere che lo ha assunto; di conseguenza esso si estingue con la caduta di questo potere”.

Nel 1919 con il Trattato di Versailles viene applicato il concetto di Debito Odioso. L’art. 254 del trattato prevedeva l’assunzione del pagamento di una parte del debito tedesco in capo alle potenze a cui venivano ceduti territori dell’ex impero. Tuttavia l’art. 255 sollevava dal pagamento di questi debiti la Francia e la Polonia, la prima nella misura dei debiti contratti per l’Alsazia e la Lorena e la seconda nella misura stabilita come avente origine per le misure prese dai Governi tedesco e prussiano, per la colonizzazione tedesca della Polonia.

Caso Tinoco

 

Nel 1922, la Costa Rica con una legge rifiutò il pagamento dei debiti assunti dal dittatore Federico Tinoco con la Royal Bank of Canada. Il giudice William Howard Taft, arbitro della disputa nata tra Costa Rica e Gran Bretagna, considerò che il governo Tinoco potesse sì vincolare la Costa Rica agli obblighi internazionali, ma non potesse obbligare la Costa Rica al pagamento dei debiti in quanto

“assunti nel momento in cui la popolarità del governo Tinoco era scomparsa, e nel momento in cui il movimento politico e militare, con l’obiettivo di rovesciare tale governo, stava guadagnando forza”.

Quindi la legge della Costa Rica fu dichiarata compatibile al diritto internazionale.

Trattato di pace con l’Italia

 
In occasione dei Trattati di Parigi del 1947, in base al principio per cui i debiti contratti dallo Stato predecessore per la guerra o per la propria espansione in un altro territorio non potevano essere devoluti allo Stato successore, la Commissione di conciliazione franco – italiana sostenne l’inconcepibilità dell’assunzione da parte dell’Etiopia del debito contratto dall’Italia per la conquista del territorio etiope.
Il Debito Iracheno
 
Nel 2003 negli Stati Uniti alcuni autori discussero sulla teoria del debito odioso riguardo ai 125 miliardi di dollari accumulati come passività dal governo del dittatore Saddam Hussein. Venne quindi promosso nella sede del Congresso degli Stati Uniti un disegno di legge per cancellare quel debito in forza degli argomenti forniti dalla teoria del debito odioso ed in quanto tale debito avrebbe reso più difficile la ricostruzione e lo sviluppo economico dell’Iraq.

Da Wikipedia

Azzardo moraleInteressante anche questa lettura.

Il rischio morale (in inglese moral hazard) in microeconomia è una forma di opportunismo post-contrattuale, che può portare gli individui a perseguire i propri interessi a spese della controparte, confidando nella impossibilità, per quest’ultima, di verificare la presenza di dolo o negligenza.

Il rischio morale è presente anche in macroeconomia, laddove gli operatori economici possono sentirsi incentivati a intraprendere comportamenti eccessivamente rischiosi, qualora essi possano contare una significativa probabilità che i costi associati a un eventuale esito negativo delle loro azioni ricadano sulla collettività, o su altri operatori o categorie di operatori. Ad esempio, una politica di intervento delle autorità per salvare imprese a rischio di fallimento potrebbe indurre gli operatori a finanziare progetti eccessivamente rischiosi, nell’ottica di realizzare i benefici in caso di successo, e di affidarsi all’intervento dello stato in caso contrario. Un caso concreto furono i cospicui investimenti di banche europee nel non troppo sicuro mercato asiatico (che poi entrò in crisi alla fine degli anni ’90), effettuati confidando nell’intervento dell’FMI in caso di crisi.

Precedente GRANO RADIOATTIVO IN ITALIA DA UCRAINA, RUSSIA E BIELORUSSIA Successivo Puoi guarire corpo e mente con i Campi Magnetici. La fisica quantistica dimostra che Tesla aveva ragione