“NON ASSUMIAMO INDIANI SE NON LIBERATE I MARÒ”

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“Questa azienda non assumerà personale di nazionalità indiana finché i nostri soldati non verranno liberati”, questo il cartello comparso nei giorni scorsi sulla vetrina di un’agenzia di collocamento lavorativo di Lecco, in segno di protesta per la vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò italiani accusati dall’India di aver ucciso due pescatori nel golfo di Kerala. Non è la prima volta che vengono prese iniziative in tal senso: sempre a Lecco lo scorso anno, l’allora presidente della Provincia Daniele Nava respinse la richiesta di una casa di produzione di Bollywood di girare un film in una nota villa della zona.

Di recente, sulla lavagnetta di un ristorante di Milano, in zona Arco della Pace, è apparsa la scritta: “Qui non serviamo pasti agli indiani in solidarietà con i nostri marò”; nei mesi scorsi, invece, Gianluca Buonanno, esponente della Lega Nord e sindaco di Borgosesia, ospite ai microfoni di KlausCondicio, la trasmissione web di approfondimento di Klaus Davi, ha chiesto di sospendere dal suo lavoro Sarita Agnes Rossi, indiana di passaporto italiano, annunciatrice di Raitre, fino a quando l’India non farà tornare a casa Salvatore Girone e non avrà più pretese sul rientro di Massimiliano Latorre.

Contro l’agenzia di collocamento lecchese è intanto intervenuto il sindaco Virginio Brivio: “Non trovo giusto si pensi di poter far pagare alle persone le conseguenze di tematiche come quella dell’inaccettabilità del prolungarsi della detenzione sostanziale dei marò. Si tratta di problemi tra istituzioni ed alle istituzioni spetta il compito di risolvere. Nel caso specifico non posso che non condividere nel modo più radicale questa scelta insieme al principio per cui ognuno possa fare da sé le proprie rivendicazioni. Sarebbe un precedente pericoloso anche sotto il punto di vista delle conseguenze concrete”.

Da:Direttanews.it

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