Negli allevamenti di galline ovaiole, i pulcini maschi vengono gettati vivi in un tritacarne o soffocati in buste di plastica

Negli allevamenti che producono galline ovaiole, i pulcini maschi (inutili al mercato in quanto non in grado di produrre uova, né adatti per razza alla produzione di carne di pollo) vengono normalmente gettati vivi in un tritacarne, o soffocati in buste di plastica, o ancora gassati per essere poi smaltiti come “rifiuti speciali”.

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Precisiamo che si tratta di pratiche perfettamente legali e facenti parte dei “normali” cicli industriali degli stabilimenti di incubazione, praticamente di tutto il mondo.

Perché produrre uova significa quindi uccidere animali? Sentiamolo dalle parole di un allevatore di galline ovaiole che già nel 2001 spiegava quanto segue. Vediamo qual è la realtà.

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SOS SMALTIMENTO IN DISCARICA PER PULCINI MORTI (ANSA)

ASTI, 3 FEB 2001 – Preoccupazione per lo smaltimento in discarica di quintali di pulcini morti, prima destinati alle industrie produttrici di farine animali, è espresso dagli allevatori dell’astigiano. L’ SOS viene, in particolare, dall’azienda “Valversa” di Cocconato dove c’è il più grande impianto italiano di incubatrici per pulcini. “Ogni settimana – spiega Valerio Costa, uno dei fratelli titolari dell’azienda – dalle nostre incubatrici nascono 260.000 pulcini. Circa metà sono femmine e vivono per diventare galline ovaiole, l’altra metà maschi e vengono uccisi”. Ogni settimana, dunque, tra pulcini morti e gusci d’uova, circa 300 quintali di scarti riempiono almeno 2 autocarri che, fino a quindici giorni fa, erano destinati alle fabbriche per le farine animali a un

costo di 30 lire al chilogrammo. Adesso il sindaco di Cocconato, Carlo Scagno, dopo aver sentito tutte le autorità sanitarie regionali, ha emesso un’ordinanza che consente lo smaltimento nella discarica torinese di Basse di Stura per una spesa di circa 1.000 lire al chilo. “Non sappiamo – ha aggiunto il sindaco – fino a quando la discarica torinese potrà accogliere questi rifiuti speciali”. D’altra parte “nell’azienda – afferma Costa – si lavora a pieno regime. Bloccare le incubatrici che ogni 21 giorni fanno nascere oltre un milione di pulcini e bloccare l’allevamento di oltre 50 mila galline che producono uova per le incubatrici, sarebbe un disastro”.

(ANSA). [dal libro “Dalla fabbrica alla forchetta: sai cosa mangi?” – liberamente scaricabile a questo indirizzo » http://goo.gl/G91N1c]

Per ulteriori informazioni sull’argomento guardare la video-inchiesta “Hatchery Horrors – Gli orrori della produzione di uova” » http://goo.gl/dALvz3

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