Nefertiti, «la bella che arriva»: la grande regina egiziana

Per la prima volta nella storia dell’antico Egitto troviamo una regina che regnò a fianco del marito nel noto “ Periodo eretico dell’eresia d’Amarnadi

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di Massimo Melani

La storia dell’Antico Egitto è piena di misteri, cospirazioni e dati oscuri che ancora oggi rimangono senza verifica o chiarimento, e se spesso la storia dei faraoni soffre vuoti difficilmente riempibili, le biografie delle loro regine si presentano ancora più occultate.

Sono poche le sovrane che non si sono perse nel dimenticatoio; limitati i loro minimi elementi biografici.

Nefertiti è una delle più note regine egiziane, sicuramente grazie al bellissimo busto che troneggia nel Museo Egizio di Berlino e soprattutto per le fonti rinvenute nel periodo del regno del suo rivoluzionario marito, il faraone Akhenaton.

Per la prima volta nella storia dell’antico Egitto troviamo una regina che regnò a fianco del marito nel noto “ Periodo eretico dell’eresia d’Amarna”.

Ma, in un dato momento del regno di Akhenaton, verso l’anno quattordici del suo governo, Nefertiti scompare e da tale strana sparizione storica, esperti dell’Egitto faraonico, hanno sviluppato molte teorie sul destino di una delle regine più belle e misteriose di tutti i tempi.

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Akhenaton e Nefertiti con due delle loro sei figlie

Il nome di Nefertiti significa qualcosa come “La bontà di Aton, la bella che è arrivata”. Una donna meravigliosa, quindi, giunge fin sul trono egizio, ma senza sapere da dov’essa provenga. Esistono diverse teorie circa le sue origini.

La prima, e la più diffusa, sostiene che Nefertiti, nata intorno al 1370 aC, fosse la figlia di Ay, che diverrà faraone alla morte di Tutankhamon. Sua madre dovrebbe essere stata una delle mogli di Ay, la quale morì quando Nefertiti era ancora molto giovane.

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La seconda, che situa la sua origine nell’antico regno di Mitani posto a nord dell’attuale Siria dove era pratica usuale deformare la testa dei bambini secondo una pratica ancestrale che si rivela nella forma convessa della testa della regina.

E la terza teoria, la meno credibile, dice che Nefertiti fosse una principessa di origine nubiana consegnata al Faraone per qualche motivo sconosciuto.

Non sappiamo con esattezza nemmeno quando effettivamente ella si sposasse con l’allora marito chiamato Amenhotep, se prima o dopo la sua salita al trono d’Egitto.

Per gli storici, è molto probabile che la coppia fosse già sposata quando Amenhotep fu nominato reggente di suo padre, il faraone Amenhotep III.

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Nell’anno 1353 aC Amenhotep ascese al trono di suo padre, appena deceduto.

Da qui cominciò il regno di Amenhotep IV, della XVIII dinastia, un regno che durò poco più di diciassette anni. Fin dall’inizio, Nefertiti ha occupato un ruolo centrale nel governo dell’impero.

Dopo i primi anni del suo regno, intorno al quinto del suo dominio, Amenhotep IV decise di rivolgersi al suo governo imponendo una nuova religione.

Impose di abbandonare il culto degli dei venerati a lungo, e concentrare l’interesse solo verso il dio Aton.

Dopo tale rivoluzione si farà chiamare Akhenaton, e deciderà di ridurre il grande potere che il clero di Amon aveva detenuto per tanti anni.

Trasferì la capitale Tebe a Manarna, ove ebbe a riformare oltre alla religione, anche la cultura e la società in generale. In tutti questi cambiamenti, Nefertiti svolse un ruolo essenziale.

Sempre dalla parte di Akhenaton governò al fianco di suo marito, finché non venne nominata Grande Moglie Reale, così da salire al rango di regina – sotto il nome di Nefer Neferu Aton.

Nelle rappresentazioni che sono state conservate di Nefertiti e Akhenaton, entrambi i sovrani appaiono spesso in situazioni di vita quotidiana, circondati da alcune delle loro sei figlie, qualcosa di completamente nuovo nell’arte dei faraoni.

Tre anni prima della fine del regno di Akhenaton, Nefertiti scomparve da tutte le fonti scritte e immagini scolpite nelle pietre dei templi e dei palazzi egiziani. Morte violenta, divorzio improvviso, comportamento inappropriato, non si sa nulla di sicuro sui motivi che ne hanno cancellato di colpo l’esistenza.

In quel preciso momento storico appare Smenkhare, uno strano personaggio che ascese a co-reggente durante gli ultimi anni di regno di Akenatón e, dopo la sua dipartita, governò l’Egitto come faraone per un breve periodo di tempo, prima che gli subentrasse Tutankhamon.

Alcuni storiografi affermano che Nefertiti continuò a governare nell’ombra come faraone basso in nome del misterioso Smenkhare.

Ma l’unica certezza di questa vicenda è che mai si è venuti a sapere della sua data di morte, né dove giacciano i suoi resti mortali.

 

da: totalita.it

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