Mucche con la finestra sullo stomaco. Incredibile dove si può arrivare, magari diranno anche che è per il loro bene. IL VIDEO

Delle mucche sono state munite di una sorta di oblò sullo stomaco, ma qual’è lo scopo? Guardate fino a che punto arriva la presunzione umana verso gli animali..

Quattordici mucche sono state munite di una sorta di oblò sullo stomaco, che consente di prelevare, direttamente dall’apparato digerente della bestia, il cibo sottoposto a processo di digestione, e sottoporlo ad analisi per creare una dieta più equilibrata.

ECCO DOVE ARRIVA LA PRESUNZIONE DELL’UOMO , IL VIDEO:

 

L’encefalopatia spongiforme bovina, meglio conosciuta come morbo della mucca pazza è una malattia neurologica cronica che colpisce i bovini e si trasmette all’uomo per mezzo della carne infetta. Grande risalto mediatico ha avuto negli anni ’90 (dopo la scoperta del primo caso, nel 1986, in Gran Bretagna) e nei primi anni del 2000.

La malattia è causata da una da una proteina e deriva dall’alimentazione somministrata agli animali. Dallo scoppio dello scandalo della mucca pazza, soprattutto negli ultimi dieci anni si è rivolta molta più attenzione che in passato al controllo e alla prevenzione. Ed è proprio dovuta alla prevenzione, l’iniziativa che ha portato alcuni ricercatori svizzeri a sperimentare una tecnica quanto meno originale, che ha fatto discutere oltre al mondo della ricerca, soprattutto il mondo animalista.

Quattordici vacche sono state munite di una sorta di oblò sullo stomaco, che consente di prelevare, direttamente dall’apparato digerente della bestia, il cibo sottoposto a processo di digestione, e sottoporlo ad analisi per creare una dieta più equilibrata.

Tecnicamente, ciò che i ricercatori devono fare è semplicemente svitare un tappo e prelevare dal rumine della mucca il campione da analizzare. Gli esperti assicurano che per l’inserimento della cannula (profonda una ventina di centimetri) e della “finestra” sul corpo dei bovini, gli animali sono stati sottoposti ad anestesia e, gli stessi ricercatori sostengono che anche durante la procedura d’esame, le mucche non avvertono alcun fastidio.

Per gli animalisti si tratta, invece, di una pratica crudele e, peraltro, non indispensabile. Ma intanto questa nuova tecnica è osservata con particolare interesse dal mondo scientifico.

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