Ex ministro tedesco: “l’uscita dall’Euro penalizza solo Berlino” L’Italia può solo ripartire

Dopo il Brexit, la tenuta dell’Europa è messa a dura prova. Di fatto altri Stati pensano ad un’uscita dall’Unione e c’è anche chi considera l’ipotesi di abbandonare la moneta unica

di Claudio Torre per Il Giornale 

Dopo il Brexit, la tenuta dell’Europa è messa a dura prova. Di fatto altri Stati pensano ad un’uscita dall’Unione e c’è anche chi considera l’ipotesi di abbandonare la moneta unica. Ma in un’Europa a trazione tedesca a chi converrebbe la rottura del patto basato sull’Euro? Prova a dare una risposta l’ex ministro delle finanze tedesco Theo Waigel in un’intervista a T-Online: “Al grado di sviluppo della globalizzazione e dei mercati aperti cui siamo arrivati – che non è più reversibile -, ci sono forze che si oppongono, sostenendo la necessità di ritornare ai confini e alle regolamentazioni nazionali, che prima funzionavano bene, per tornare ad appropriarsi delle proprie capacità decisionali“.

Poi l’ex ministro spiega in modo chiaro lo scenario: “Se la Germania oggi uscisse dall’unione monetaria, allora avremmo immediatamente, il giorno dopo, un apprezzamento tra il 20% e il 30% del marco tedesco – che tornerebbe nuovamente in circolazione -. Chiunque si può immaginare che cosa significherebbe per il nostro export, per il nostro mercato del lavoro, o per il nostro bilancio federale“. Una tesi quella di Waigel che già qualche anno fa era stata esposta dallo Spiegel: “Con un’uscita dall’Euro e un taglio netto dei debiti la crisi interna italiana finirebbe di colpo. La nostra invece inizierebbe proprio allora. Una gran parte del settore bancario europeo si troverebbe a collassare immediatamente. Il debito pubblico tedesco aumenterebbe massicciamente”.

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