L’Australia spegne la centrale a carbone più inquinante al mondo

di rinnovabili

I primi tre generatori sono stati spenti lunedì. L’indomani è toccato ad altri tre. Mercoledì anche gli ultimi due si sono fermati per sempre. Oggi si spengono le ultime luci e si sbarrano gli ingressi, è il giorno del comunicato ufficiale: cala il sipario sulla centrale a carbone di Hazelwood. Il colosso da 1,5 GW sarà smantellato nel corso dei prossimi tre anni.

Era stata costruita tra il 1964 e il 1971 e soddisfaceva un quarto del fabbisogno energetico dello stato di Victoria e il 5% di quello nazionale. Per riuscirci la centrale, gestita dalla francese Engie, bruciava ogni anno 19 milioni di tonnellate di lignitedalla vicina miniera a cielo aperto. Numeri che l’hanno fatta entrare nel poco ambito guinness dei primati quanto a emissioni. Hazelwood era una delle centrali più inquinanti al mondo con una media stimata di 1,56 t di CO2 per MWh.

L'Australia spegne la centrale a carbone più inquinante al mondo

Lungo tutto il suo periodo di attività ha riversato in atmosfera, da sola, la stessa quantità di anidride carbonica che emetterebbe la Tanzania in un intero secolo, ai ritmi attuali. O l’Italia in 12 mesi.Hazelwood valeva il 3% dei gas serra dell’Australia. Ma i danni per l’ambiente e la salute non sono arrivati solo dalla centrale. Nel febbraio del 2014 divampò un incendio nella vicina miniera di lignite. Durò per un mese intero, costringendo le autorità a evacuare le aree abitate circostanti, mentre migliaia di cittadini sono stati colpiti dal fumo e dalle ceneri sprigionati dal rogo.

Engie, che sta disinvestendo dal carbone in tutto il mondo, ha deciso formalmente di chiudere la centrale perché l’attuale politica della compagnia “fa del clima una priorità”. I motivi veri sono più prosaici. Il carbone diventa sempre meno sostenibile e chi guarda i profitti se n’è accorto da tempo. E per ammodernare Hazelwood sarebbero serviti centinaia di milioni di euro di investimenti.

L’altissimo valore simbolico della centrale rende la sua chiusura una vittoria per gli ambientalisti che la chiedevano da anni. Ma i numeri dicono che non basterà, l’Australia ha bisogno di sforzi ben più consistenti. Non basterà per centrare i pur bassi obiettivi sul clima fissati dal governo Turnbull: l’operatore nazionale del mercato dell’energia stima che bisogna dismettere altri 8,7 GW cioè altre cinque grandi centrali a carbone. E gli impegni del governo, sottolineano gli osservatori da tempo, non sono neppure in linea con l’obiettivo internazionale di tenere il riscaldamento globale entro i 2°C. Per raggiungerlo, l’Australia dovrebbe chiudere ogni anno una centrale a carbone del calibro di Hazelwood. Ne restano altre 20 attive, negli ultimi 5 anni ne sono state chiuse 9.

Fonte rinnovabili.it

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