L’Antico confine del Regno delle Due Sicilie (video)

Una linea di confine divideva in due l’Italia fino al 1860.

Quella tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, che passando attraverso valli, colline, città e paesi, montagne, gole fluviali, univa il Tirreno all’Adriatico.

Un confine che era segnalato da ben 686 termini di pietra collocati tra il 1846 e il 1847 e che oggi si rinvengono lungo i sentieri di montagna come mute sentinelle delle passate divisioni territoriali.

Il confine parte da Terracina, che risale i monti Ausoni passando accanto a monumenti importanti, splendidi paesini, testimonianze della fede popolare sempre contrassegnato dai cippi in pietra inseriti spesso in paesaggi ariosi e solitari.

Tra castelli e deliziosi borghi, il confine inizia poi a risalire le montagne che oggi separano il Lazio e l’Abruzzo, cioè gli Ernici, i Cantari, i Simbruini, scende quindi incontro la Sabina lungo la Valle del fiume Salto, arrampicandosi ben presto lungo i contrafforti del monte Terminillo e scendendo lungo la linea che separa il Lazio dall’Umbria e dunque quest’ultima dall’Abruzzo e l’Abruzzo dalle Marche per andare così a infilarsi lungo la valle del fiume Tronto incontro all’Adriatico, dove un tempo terminava la sua corsa.

Un viaggio di oltre 300 chilometri, affascinante oggi come un tempo.

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