La Terra ha perso oltre la metà delle specie vertebrate in 40 anni

Il 58% di mammiferi, uccelli, rettili e pesci si è estinto. Lo dice il Wwf. E il trend sembra purtroppo destinato a crescere nei prossimi anni.

Mammiferi, uccelli, rettili e diverse specie marine stanno scomparendo ogni anno. Stimare il declino di queste popolazioni animali è una questione complessa, che l’organizzazione per la conservazione del Wwf ha nuovamente affrontato nella relazione Living Planet Index, un’analisi completa condotta ogni due anni e presentata oggi. Secondo le stime del Wwf, in 40 anni è scomparso dalla Terra il 58% dei vertebrati. Questo studio, che raccoglie i dati provenienti da circa 3.700 specie, evidenzia il drammatico declino della biodiversità e mostra la trasformazione che il pianeta sta soffrendo a causa delle attività umane. Il fatto più allarmante corrisponde alle popolazioni di acqua dolce, che hanno subìto il più grande declino: l’81%. Gli animali di terra sono al 38% e quelli del mare al 36%.

Le principali minacce vengono individuate nella perdita e nell’eccessivo sfruttamento degli habitat naturali, negli sversamenti inquinanti, nelle specie invasive e nelle malattie. Ad esempio, il rapido declino delle popolazioni di fiumi, paludi e laghi è strettamente legata alle aziende dell’acqua, secondo il Wwf. La relazione di quest’anno contiene una novità rispetto alle precedenti: una proiezione grafica per il 2020, dove si può vedere che la tendenza non è incoraggiante, visto che la scomparsa della biodiversità dovrebbe salire al 67%.

 

da: orizzonti

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