LA MANIPOLAZIONE EMOTIVA E LE SUE VITTIME INCONSAPEVOLI

Quello della manipolazione è un atto che associamo erroneamente a contesti che non ci riguardano o che ci toccano solo in modo indiretto, ad esempio alla pubblicità e al marketing, ai leader politici che riescono ad ottenere il consenso dei propri elettori in modo incondizionato e così via.

Ma il nostro comportamento non è influenzato esclusivamente dalla televisione o dalla politica, anzi, i migliori manipolatori (o peggiori, a seconda del punto di vista) li abbiamo al nostro fianco, nella vita di tutti i giorni. Può trattarsi di un amico, di un figlio, di un genitore, di un compagno – noi stessi potremmo essere i manipolatori.

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Come si individua un manipolatore?

Obiettivo del manipolatore è, molto banalmente, quello di ottenere ciò che vuole. A volte il suo scopo può coincidere con interessi materiali, anche se – chi soffre di una tale patologia – mira quasi sempre a ben altra meta, ossia al possesso, all’influenza e al controllo totale di una persona o più persone.

I metodi che il manipolatore mette in campo sono diversi e possono sfociare in un’ampia varietà di comportamenti, tuttavia alla loro base si celano strategie ben definite attraverso le quali è possibile creare una relazione malata, entro la quale il soggetto preso di mira si trova in uno stato di sottomissione inconsapevole.

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Uno dei principali sentimenti utilizzati è il senso di colpa. Per ottenere ciò si ricorre alla tecnica della vittimizzazione, attraverso la quale il manipolatore riesce a trasformarsi in vittima addossando  il ruolo di carnefice alla controparte. In questo caso si verifica l’esaltazione delle conseguenze subite dalla “vittima” (manipolatore) a causa delle azioni altrui.

I manipolatori sono aggressori passivi. Cosa vuol dire? Che non aggrediscono quasi mai in modo diretto ma che, al contrario, assumono atteggiamenti subdoli per insinuare silezionamente nella vittima una determinata influenza. Il silenzio, il nervosismo, l’indifferenza sono alcuni dei sintomi della modalità passivo-aggressiva.

Le bugie sono un’altra specialità dei manipolatori, che pur di negare i i propri errori arrivano ad influenzare la vittima mettendone in dubbio le  capacità, convincedole di non ricordare bene o paradossalmente di aver manipolato le circostanze per ottenere il proprio scopo.

Un’altra strategia è quella del falso sostegno. Il manipolatore agisce in modo da apparire come il primo dei sostenitori, il primo degli amici, una persona di cui ci si può fidare. La fiducia totale che si ha nei suoi confronti porta la vittima acalare le sue difese, ed è proprio questo il momento adatto per colpirla.

 

Fonte lanonaporta

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