I duosiciliani, i sardi, i veneti, sono uniti verso un unico obiettivo comune : L’INDIPENDENZA.

L’Unità d’Italia ha cancellato non solo la memoria del Sud, ma anche quella degli altri popoli italici preunitari.

Anche in Veneto c’è chi festeggia l’Unità 17 marzo, dimentico che in quella data la parte nordorientale dell’odierna Italia ancora non faceva parte del Regno. I territori Veneti infatti sono stati annessi all’italia solo 5 anni dopo, con l’imbroglio e la forza, per mezzo di un plebiscito truffa.

I Veneti sono chiamati al voto il 21 e 22 ottobre 1866,  quando i giochi erano già stati decisi. Un dispaccio telegrafico del generale Thaon di Revel del 19 ottobre alle ore 10.20 (due giorni prima del voto) riportava quanto segue: “Cessione della Venezia compiuta. La bandiera Reale Italiana sventola dalle antenne di piazza San Marco”. E lo conferma la “Gazzetta di Venezia” dello stesso giorno in cui si trova scritto testualmente : “Questa mattina in una camera dell’albergo d’Europa si è fatta la cessione del Veneto”.

treviso-manifesto-2

Altro che volontà popolare!

Negli anni successivi, la tassazione folle introdotta dai Savoia ridusse il popolo Veneto alla fame. Ma ancor più grave fu la sistematica distruzione del patrimonio culturale e linguistico del Veneto (pensate che i “liberatori” arrivarono a proibire canti e balli popolari, oltre alle processioni religiose perchè “assembramento pericoloso per l’ordine pubblico”).

Distruzione culturale che continua ancor’oggi: negandoci la nostra lingua (relegata a grezzo dialetto), negandoci la nostra storia millenaria (confinata a qualche misero paragrafo sulle Repubbliche marinare), negandoci un futuro.

Oggi, a distanza di anni, il Sud è diventato una colonia delle multinazionali straniere e sotto scacco da parte delle lobby camorristiche e di stato. Ma l’orgoglio duosiciliano si sta risvegliando. I discendenti dei briganti, ovvero dei contadini, dei cafoni che difendevano la propria terra, stanno reagendo e riscoprendo le proprie origini.

I vari movimenti meridionali, le associazioni ed i partiti, si stanno muovendo sul territorio per divulgare la verità storica sul Risorgimento.  Il 17 marzo si dovrebbe commemorare la morte di circa un milione di meridionali in nome di un’Italia matrigna che ha schiavizzato e ucciso i propri figli.

Sappiamo che l’Italia non è altro che un agglomerato di popoli con culture, società e storie diverse, un’insalata troppo condita da tanti ingredienti che cozzano tra di loro. l’Italia nasceva accentratrice fin da quel lontano 1861, calpestando la cultura e l’ identità dei singoli popoli, all’insegna del “Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”. Ma sono passati 150 anni…e non ci sono riusciti.

Oggi i nostri popoli si trovano a combattere fianco a fianco contro quest’unione forzata, che nuoce a noi tutti. Uniti nelle nostre diversità, consapevoli che non esiste un popolo migliore e uno peggiore, come han voluto farci credere in tutti questi anni. La lotta per l’autodeterminazione dei popoli è giusta e legittima. I duosiciliani, i sardi, i veneti, i sudtirolesi, i valdostani, i friulani, sono uniti verso un unico obiettivo comune : L’INDIPENDENZA.

 

Precedente Ex ministro tedesco: "l'uscita dall'Euro penalizza solo Berlino" L'Italia può solo ripartire Successivo Burkina Faso: la storia dell’uomo che ha fermato il deserto