COSA CI PREPARANO I “PADRONI UNIVERSALI”? di Giulietto Chiesa

A volte i “padroni universali” (così li chiamò, qualche tempo fa, il premio Nobel per l’economia, Paul Krugman) lanciano messaggi chiari. Di regola si informano, tra loro, in modo criptico. Ma questa volta due cose sono evidenti: 1) chi parla è uno di loro; 2) la situazione è critica.

Chi è che parla? Il RIT, ovvero il Rothshild International Trust, il cui presidente è Jacob Rothshild. Sul sito del RIT è apparsa nei giorni scorsi una nota che dire sorprendente è poco. “I sei mesi che stiamo esaminando hanno dimostrato che i banchieri centrali continuano a portare avanti il più grande esperimento in politica monetaria della storia del mondo”. Così scrive il rapporto..

E’ tuttora in corso un “esperimento”, che non ha precedenti nella storia moderna. Questo “esperimento” (è la prima volta che il termine appare a quei livelli) è realizzato da un pugno di uomini, cioè i “banchieri centrali”. I quali si sono ben guardati fino ad ora dal comunicarlo ai miliardi di persone che ne subiscono le conseguenze. E’ qui palese che costoro hanno un potere sterminato e potenzialmente mortifero, e lo esercitano al di fuori di qualsiasi criterio democratico.

Sappiamo che un tale “esperimento” è in corso da diversi decenni, e che ha preso un andamento accelerato negli ultimi otto anni circa, cioè dal momento della crisi di Lehman Brothers, che ha a sua volta mandato in fallimento tutte le principali banche dell’Occidente. Rotschild sembra comunicarci un’ovvietà: l’esperimento è “tuttora in corso”. Ma non sembra contento. Probabilmente vuole farci sapere che è ora di portarlo a termine. Ma come non ce lo dice. Intanto  Jacob Rothshild ci informa che le sue banche hanno cominciato a investire in metalli preziosi (leggi oro, platino etc) e a ridurre i loro investimenti in certificati di credito del Tesoro US. Anche la sterlina viene abbandonata al suo destino. Ci fornisce anche, con straordinaria chiarezza, la diagnosi: “Noi ci troviamo ora in acque inesplorate, ed è impossibile prevedere gli effetti indesiderati di tassi d’interesse molto bassi, che si accompagnano a circa il 30% del debito globale degli Stati con rendimenti negativi, combinato con un quantitative easing su dimensioni gigantesche”.

“Acque inesplorate”, dunque. Fino ad oggi è andata bene (“has been successfull”). Ma “la crescita rimane anemica, in presenza di deflazione in molte aree del mondo sviluppato e con una domanda debole”. Sembra la continuazione di un discorso, avviato qualche mese fa da Laurence Summers, uno dei più importanti banchieri americani, consigliere di presidenti. Summers, tagliando drasticamente le troppo ottimistiche previsioni dei FMI, scrisse che, per gli stessi motivi indicati da Jacob Rothshild, dobbiamo prevedere nel prossimo quinquennio un tasso di crescita del Pil mondiale vicino allo zero. E diceva apertamente che non si poteva uscire da questa situazione, con tassi così bassi, con una manovra monetaria o fiscale. Cioè invocava un “nuovo sapere economico”, che non c’è. Ecco le “acque inesplorate”.

E, a differenza di Summers, che fa solo il banchiere, Rothshild si occupa di politica. E lancia un altro allarme: “la situazione geopolitica — scrive — si è deteriorata, con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea; con elezioni americane, a novembre, insolitamente spinose; con una Cina che rimane <opaca>, e con un rallentamento della crescita che comporterà problemi” (qui in pieno accordo con Summers).

I signori del pianeta sembrano non avere ricette e cominciano a essere impensieriti circa il controllo della situazione. Rothshild non nomina la Russia; non sappiamo cosa ne pensa. Ma il silenzio non è indice di sicurezza. In Siria i piani dell’Occidente sono in pezzi, e la Russia, sotto sanzioni, ha deciso la fine di Daesh. Tutta la loro dottrina economica sembra improvvisamente divenuta molto precaria, come quella immensa massa di denaro e di derivati con cui hanno infettato il mondo intero. Che abbiano in mente qualche colpo di scena? È probabile che lo abbiano. Non si fanno giganteschi “esperimenti” senza prevedere una qualche uscita di sicurezza. A meno che non siano stati così stupidi da avere ignorato il problema. E allora sarebbero i restanti sette miliardi di individui a dover essere impensieriti.

di Giulietto Chiesa per sputniknews

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