Bob Marley. L’inaspettato Re del reggae che stregò il mondo

 

« Io non ho pregiudizi contro me stesso. Mio padre era bianco e mia madre era nera. Mi chiamano mezza-casta, o qualcosa del genere. Ma io non parteggio per nessuno, né per l’uomo bianco né per l’uomo nero. Io sto dalla parte di Dio, colui che mi ha creato e che ha fatto in modo che io venissi generato sia dal nero che dal bianco».

L’11 maggio del 1981 moriva Robert Nesta Marley, in arte Bob. Una data triste, che però non ha messo a tacere quello che era il messaggio del musicista giamaicano, il grande artista che attraverso la sua musica e il suo carisma ha influenzato e continua a influenzare le giovani generazioni di tutto il mondo, diffondendo un messaggio universale di pace e uguaglianza. Leader incontrastato del reggae e suo principale innovatore, Marley scomparì a 36 anni, consumato dal cancro, lasciandosi alle spalle una carriera all’insegna dei valori della solidarietà, del rispetto e dei diritti.

“…finché la filosofia che considera una razza superiore e un’altra inferiore non sarà finalmente screditata e riprovata; finché in nessuna nazione vi saranno più cittadini di prima e di seconda classe; finché il colore della pelle di un uomo non avrà più valore del colore dei suoi occhi; finché i diritti umani fondamentali non saranno ugualmente garantiti a tutti, senza distinzione di razza; fino a quel giorno, il sogno di una pace duratura, la cittadinanza del mondo e le regole della morale internazionale resteranno solo una fuggevole illusione, perseguita e mai conseguita” (dal discorso di Hailé Selassié, ispiratore del brano War).

Ricordarlo significa ricordare un uomo senza il quale il reggae non sarebbe quello che è, non avrebbe il successo che ha. Brani come “No woman, no cry”, “Get Up Stand Up’’, “I Shot The Sheriff’’ si sono fatti strada nel nostro vissuto musicale e sono diventate canzoni senza tempo, profetiche, che mostrano le vie di una globalizzazione pacifica. Contaminando i ritmi giamaicani con il rock, il soul o il pop, Marley è stato più di un semplice artista internazionale: è stato il simbolo di un movimento e di una nazione, portavoce di messaggi di uguaglianza e rispetto, leader carismatico, attivo e partecipe alla politica e alle istanze del suo tempo. I suoi concerti, in tutto il mondo, da solo o con i Wailers, hanno reso universale lo stile reggae di cui Marley continua a essere, a trent’anni di distanza, il principale e insostituibile simbolo.

La verità di Ninco Nanco

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