Anche la Forestale protesta sotto casa di Renzi!

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Una marcia di protesta sotto casa del premier Matteo Renzi, a Pontassieve, contro la riforma del Corpo Forestale dello Stato, che prevede l’accorpamento con l’Arma dei Carabinieri. Entro Natale, il Governo dovrebbe varare il decreto che dà l’avvio alla riforma. E pochi giorni prima, il 20 dicembre, i sindacati del Corpo Forestale pensano di scendere in piazza.
“Sarà una marcia fino alla casa del premier”, conferma all’Agenzia Dire Gabriele Pettorelli, segretario regionale del Sapaf in Emilia-Romagna, a margine di un convegno in Regione. I sindacati del Corpo Forestale “si oppongono a questa riforma- spiega Pettorelli- l’Arma dei Carabinieri è un corpo militare e questo passaggio per il personale della Forestale, che è civile, comporta delle negatività anche in termini di tutele”. Passando al regime militare, infatti, “si perdono alcune garanzie dal punto di vista delle aspettative e dei congedi- sottolinea il segretario del Sapaf- e si perde anche la rappresentanza sindacale”. Inoltre, c’è il timore che la riforma vada a “detrimento del controllo del territorio, riducendo la presenza e tagliando i presidi. Non siamo contro le riforme a prescindere- precisa Pettorelli- ma vorremmo un confronto, che finora non c’è stato, per proporre soluzioni su tutto il comparto sicurezza. Perché tagliare solo il Corpo Forestale è una boiata”. Oltretutto, sottolinea il segretario del Sapaf, “da un sondaggio interno risulta che il 98% del personale si è dichiarato contrario alla militarizzazione”.

 Qualche timore lo esprime anche il comandante regionale della Forestale in Emilia-Romagna, Giuseppe Giove. “Non entriamo nel merito delle scelte del Governo- afferma- ci auguriamo solo che le nostre peculiarità non vengano intaccate, che la nostra mission non venga snaturata, che non vengano cambiate le nostre funzioni e la nostra distribuzione”. Anzi, Giove spera che “le nostre risorse vengano implementate”. In Emilia-Romagna, ad esempio, “abbiamo una carenza del personale del 42%, peggio che in altre regioni”. Con la militarizzazione della Forestale, ammette il comandante, “c’è un problema connesso al passaggio”. Ma al momento “non possiamo fare ipotesi” su una riduzione del controllo sul territorio. “Non è ancora chiaro cosa succederà”, afferma Giove.

Fonte: Il Giornale D’Italia
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