In 7 mosse: ” Vi spiego le tecniche per rendere accettabile l’inaccettabile” parla Bernard Nathanson ex abortista pentito.

Bernard Nathanson, famoso ginecologo di NY puo’ essere considerato il padre della legge che nel 1973 liberalizzo’ l’aborto negli USA. Poco dopo applicando le tecniche ecografiche durante un intervento, (guarda il video ”l’urlo silenzioso di Nathanson”) rimase profondamente sconvolto dall’orrenda realta’ dell’aborto. Da allora Nathanson non ha piu’ praticato aborti ed e’ divenuto un testimone per la battaglia a favore della vita. La registrazione di quell’ecografia e’ divenuta un filmato che ha fatto il giro del mondo . Nella sua autobiografia ”the hand of God” ha descritto le tecniche di propaganda utilizzate dal movimento abortista per la liberta’ di scelta per influenzare l’opinione pubblica americana attraverso un capillare lavaggio mediatico del cervello, la stragrande maggioranza degli americani era infatti contraria prima di allora all’aborto.

Il video ”l’urlo silenzioso di Nathanson”:

 

Le 7 carte giocate dal movimento abortista per convincere l’opinione pubblica:

1) Cominciammo convincendo i mass media che quella per la liberalizzazione dell’aborto era una battaglia liberale, progressista e raffinata intellettualmente.

2) inventammo il numero degli aborti illegali praticati ogni anno negli Stati Uniti. La cifra reale era di circa 100.000, ma il numero che più volte ripetemmo attraverso i media era di un milione.

3) annunciammo ai media che dai nostri sondaggi risultava che il 60% degli americani era favorevole alla liberalizzazione dell’aborto. Questa è la tecnica della bugia che si auto-realizza: poche persone, infatti, desiderano stare dalla parte della minoranza.Ripetendo continuamente enormi menzogne si finisce per convincere il pubblico

4) Il numero delle donne morte per le conseguenze di aborti illegali si aggirava su 200-250 ogni anno. La cifra che costantemente indicammo ai media era di 10.000

5) favola che facemmo credere al pubblico attraverso i media era che la legalizzazione avrebbe significato soltanto che quegli aborti, allora eseguiti illegalmente, sarebbero divenuti legali. In realtà, ovviamente, l’aborto è divenuto ora il principale metodo di controllo delle nascite negli Stati Uniti e il loro numero annuale è aumentato del 1.500% dalla legalizzazione.

6) Sbeffeggiammo sistematicamente la Chiesa cattolica e le sue «idee socialmente arretrate» I media bersagliarono insistentemente il pubblico americano convicendoli che non non erano i cattolici sfavorevoli all’aborto, ma soltanto le alte gerarchie della chiesa, cio’ era una menzogna poiche’ tutti i cristiani, non solo i cattolici erano contrari all’aborto e lo sono ancora adesso a distanza di piu’ di 40 anni dalla legalizzazione

7) Sopprimemmo tutte le prove scientifiche , insistendo sull’impossibilita’ di definire quando la vita abbia inizio scientificamente.

 

Sette abili menzogne, -prosegue Nathanson- che hanno reso l’aborto accettabile e che ha vertiginosamente incrementato il numero di soppressioni annue . La fetologia ha reso innegabilmente evidente che la vita inizia dal concepimento e che richiede tutta la protezione e la salvaguardia che ognuno di noi desidera per sé stesso.È chiaro che la liberalizzazione dell’aborto è la deliberata distruzione di quella che indiscutibilmente è una vita umana. È un inaccettabile atto di violenza mortale. Si può comprendere che una gravidanza non pianificata sia uno straziante dilemma, ma cercare la soluzione in un deliberato atto di distruzione significa buttare via l’infinita ricchezza dell’ingegno umano e sottomettere il bene pubblico alla classica risposta utilitaristica ai problemi sociali. Come scienziato so – non «credo», ma «so» – che la vita ha inizio con il concepimento. Adesso credo con tutto il cuore alla sacralità dell’esistenza che ci impone di fermare in modo definitivo ed irrevocabile questo triste e vergognoso crimine contro l’umanità.

Floriana Castro

 

Fonte “The hand of God” di Bernard Nathanson tramite: antimassoneria.altervista.org Tratto da ilquieora

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